
Dopo più di un decennio dalla formazione, i nostrani Adimiron fanno ritorno sulle scene con un lavoro che ridisegna gli stilemi sonori della band e li proietta verso lidi thrash dal piglio moderno e profondamente riflessivo. “When Reality Wakes Up”, questo il titolo dell’album, è un tributo alla modernità ed in particolare agli stati generati da questa, stati ossessivi ed ansiosi che si rispecchiano in un continuum di riffs compatti (quando mostrano il loro status dotato di maggiore fisicità), ma anche irregolari e pregni di rimandi a quel “wall of sound” di matrice Nevermore. Ed è proprio alla band di Seattle che gli Adimiron guardano con insistenza quando intessono trame dotate d’oscura riflessione ed intimi stati di aliene prese di coscienza.
L’album è composto da undici tracce curatissime, ove nulla è lasciato al caso o al facile e prevedibile ascolto, tra tutte citiamo: l’opener “Desperates”, la sofferta “Forgiveness” ove la voce di Andrea Spinelli riesce a sorprendere per intensità e per la partecipazione con cui si affianca ai temi dell’assenza, dalla stessa song trattati.
A prescindere dai singoli meriti, tutto il lavoro si presenta davvero ben fatto, merito di una produzione professionale e di un artwrok essenziale e curatissimo. Queste componenti non fanno altro che mettere in primo piano lo stato di maturità a cui la band è giunta, stato che in futuro ci riserverà molte sorprese, in particolare se i nostri riusciranno a scrollarsi di dosso qualche residuo referenziale che è ancora presente.
Un lavoro oscuro, violento e riflessivo dall’incedere meccanico ed alieno. Un album che è slancio verso una completa ed imminente affermazione.