
Formatisi nel 2006, gli Exalt Cycle, giungono con “Evasion Therapy”, al secondo lavoro autoprodotto. Fautori di una miscela sonora che ingloba groove/nu metal e tratti hardcore, la band dimostra attraverso le cinque tracce presenti di essere dotata di un songwriting d’alto profilo. Un songwriting che riesce ad associare in maniera impeccabile, dichiarazioni di fisicità suburbana (nel riffing compatto e pesante e nelle rabbiose vocals dai rimandi hardcore) ad aperture melodiche (nei chorus) riflessive e pregne di pathos, in un gioco fatto di contrasti che risulta sempre vincente.
Le cinque tracce presenti si collocano su una soglia qualitativa davvero eccelsa, nel rimandare ai vari Slipknot, R.A.T.M. e Machine Head, e nella attuazione attraverso le song di un ideale anti-globale che tende ad appiattire ogni forma di originalità in virtù di dettare archetipi votati al consumo.
Un lavoro che è testimone di maturità e di qualità compositiva e concettuale, da parte di una band che già da ora è in grado di imporsi sul piano internazionale. Un trattato di rabbia suburbana e risentimento. Rabbia e profondità di pensiero, musica come dichiarazione d’essere contro.