
Il primo dovere di un recensore, quando si presenta la prima release in assoluto di una band, è quello di cercare di consigliare la stessa band per il meglio, dando per ciò minore importanza al giudizio complessivo e alla descrizione del prodotto in esame. Ovvero la recensione (meglio ancora le recensioni) sono il primo piccolo banco di prova per chi è alle prime armi.
I calabresi Forgotten Hope o comunque uno dei suoi membri ci hanno raggiunto allo stand che avevamo sistemato presso l’Agglutination Metal Festival 2010 e ci hanno dato questo promo raccomandandomi di mettere online la recensione. Ed ecco giunto il momento fatidico. Prima di tutto occorre una precisazione, sul retro della copertina si legge “These are not definitive versions”, con tutta probabilità riferito alle tre tracce proposte. Preso atto di ciò, mi sorge il primo dubbio, perché dare un promo in pasto alla critica se non si è convinti al 100% di quello che vi è registrato?
Secondo punto, il promo è registrato in presa diretta e questo si sente, infatti la registrazione è di livello amatoriale, cosa tra le peggiori che possa capitare perché mortifica il sound e tende a sminuire il lavoro tutto.
Dopo questo passiamo all’analisi della proposta in senso stretto. La band propone un Death Metal dal mood oscuro e sofferto che privilegia numerose parti cadenzate e buie introspezioni; di riflesso le vocals giocano, come da tradizione, a rincorrere sia tonalità pulite e soffuse, sia il classico growl. Le stesse vocals, anche se si lasciano apprezzare per ciò che concerne le tonalità gutturali, peccano per ciò che concerne l’interpretazione e risultano fredde e statiche. Ma la cosa che più mi ha lasciato pensare sono le strutture dei brani, davvero troppo simili tra loro e articolate in maniera pessima.
Spiace davvero, scrivere in tal modo di un gruppo che ha appena mosso i primi vagiti, ma c’è davvero un forte rammarico nel sentire una band che ancora non è conscia di sé stessa. Tirar via i sogni dalla sala prove e metterci un po’ di mestiere sarebbe davvero opportuno. Questo è il consiglio che sento di dare ai Forgotten Hope.