
Si sta rivelando un vero e proprio crogiolo di sonorità metalliche la Sardegna, che dopo le affermazioni dei vari Alkoholizer e dei Red Warlock, ci propone oggi i Megahera, band che con l’autoproduzione “Lethal Noise of Violence” si impone grazie ad un solida miscela di Heavy classico con referenze che prendono pieno spunto dalla N.W.O.B.H.M.
Un vero e proprio concentrato di furenti sensazioni metalliche dal piglio “Loud & Proud” che si fanno strada attraverso una semplicità si strutture dirette ed efficacissime, come accade in “Welcome Back”, brano dotato di tutte quelle strutture “gonfie” ed eccessive vero e proprio trademark di quel metal che in terra d’albione fece sentire, un trentennio orsono, i suoi primi feroci vagiti.
Leggermente sotto tono è la seguente “Before the Night”, merito (o demerito che dir si voglia) di linee vocali non troppo riuscite; ma è un piccolo passo falso che tende ad annullarsi grazie alla finale “Nasty Savage”, aperta da un riff che porta con sé tutte le dichiarazioni di forza delle prime produzioni Saxon e che trova nel chorus una vera e propria esplosione di quella rabbia che animava la vera working class inglese del tempo, quella stessa incarnata perfettamente da un brano epocale come “Running Free” dei Maiden.
Ho tenuto alla fine il mio giudizio per l’opener “Let it Loose” (cover dei Savage dal gioiello “Loose 'n' Lethal”) resa dalla band sarda, in maniera fedele e roboante.
Concludendo, quella dei Megahera è una prova sopra le righe, che di certo affascinerà l’ascoltatore appassionato di sonorità old style, e siete cresciuti con Savage, Tank, Samson e Diamond Head, non potete assolutamente sottrarvi all’ascolto.
La dichiarazione di appartenenza che un tempo fu riassunta dal motto “heavy metal thunder” è ancora valida e piacevole da incrociare.