
I Nofuck si formano nel 1997 e dopo vari cambi di formazione giungono ad una prima forma stabile dando alle stampe nel 2005 il demo “Syndrome”. Dopo questo, la band recluta Daniele Cristiano alla voce e da alle stampe nel 2007 questo “Existenzminimum”, oggetto della recensione in corso.
La miscela sonora della band si esplica attraverso un Thrash Metal dal piglio modernista che risente, in alcune dinamiche, dell’influenza dei Meshuggah, ma questo non basta a qualificare una proposta che anche nei suoi picchi nichilistici, come nell’opener “Nofuck”, si dona in maniera decisamente eterogenea, in particolare nelle ritmiche che privilegiano strutture diversificate ed irregolari e nel riffing che ad un incedere quadrato e preciso, ingloba numerosi richiami dissonanti.
Tra le otto tracce che compongono questa autoproduzione, meritano una citazione particolare: “Tragedy” dall’incedere “voivodiano” e la titletrack ove vengono fuori tutte le doti tecniche ed un certo gusto per le melodie alienate di cui la band dispone. Detto questo, bisogna ribadire che il materiale contenuto in questo album risale a tre anni fa e che quindi la band in questo lasso di tempo avrà avuto modo di migliorare e di convogliare in maniera più decisa le componenti che fanno di questo “Existenzminimum” una ottima dimostrazione di personalità. Una personalità in bilico tra la frustrazione Meshuggah, la vena aliena dei Voivod e la rabbia anticonforme dei Braindamage. Una band di sicuro compimento.