
Nati nel 2008 in quel di Milano, danno alle stampe il primo EP autoprodotto i Settimosenso. La miscela sonora proposta dalla band nostrana, si esplica attraverso un Death Metal melodico di matrice svedese che vede In Flames ed At The Gates tra le referenze maggiori. Questo però non deve far pensare ai Settimosenso come figli di un bieco copia/incolla di stilemi altrui, infatti la band pur modellando il proprio sound alla scuola di Goteborg, riesce ad uscire sempre con personalità dai possibili limiti imposti in terra scandinava, e lo fa grazie ad una attenzione, in particolare per i testi (tutti cantai in italiano) intimi e curatissimi. A questi si associano riffs secchi figli di astio esistenziale, ritmiche precise ed un mood di fondo sempre dotato di rabbia che non elude qualche picco ‘core.
Per ciò che concerne invece le melodie, esse vengono sempre disegnate lungo tutta la durata dei brani e ricordano molto da vicino la compattezza esecutiva di “Slaughter of the Soul” più che i tratti visionari di “With Fear I Kiss the Burning Darkness”; parlando sempre degli At The Gates. Buona la prova della band soprattutto quando si fregia di cieca furia e quando il singer Daniele Palumbo abbandona lo scream per dedicarsi a bui affondi growl.
Certo, tre brani sono ancora pochi per dare un giudizio definitivo, ma questo EP dal titolo omonimo fa ben sperare sulle sorti future dei quattro. In definitiva, un più che buono esercizio di fisicità e raziocinio.