
I Torinesi Stave The Grave, band nata nel 2006, sono chiamati alla loro prima mini-prova discografica con quello che, già dalla copertina, si annuncia un piccolo condensato horror-punk. Tutto fa presagire ad un piccolo primo passo in direzione di quelle sonorità di cui furono capostipiti i Misfits di Glenn Danzig (successivamente nei Danzig) e successori d' eccezione i Murderdolls, Horrorpops e Calabrese, giusto per citarne i maggiori e forse conosciuti ai più. Gli elementi di base sembrano esserci tutti: mostri con tentacoli e lunghi artigli, pipistrelli; tutto in salsa comic-splatter, come ispirati da una grafic novel tratta dal peggiore e più sconosciuto dei b-movie.
Tuttavia gli Stave The Grave dimostrano di essere in grado di dare un tocco totalmente personale alla loro musica senza scadere troppo in tutti i cliché del genere; infatti il trio trascende dal convenzionale hardcore punk per andare a costruire un horror-metal che potrebbe ricordare i già citati Danzig per le strutture compositive ai limiti del classic rock anni 70: “The Satanic Blues” forse è l' episodio più pittoresco dell'album,il quale si apre con un slow-solo che crea un' atmosfera nostalgica e d' epoca per poi dare ampio spazio ad un punk estremamente vitale, dato forse proprio grazie a questo retrogusto “vintage”.
Brani come “Murdering Madness” (costruita ai limiti del southern) e “Dark Lady”, certificano ancora un' iniziale disorientamento e cerca di un' identità musicale da parte della band che però con il dittico “Stupid Illusion” e “The Satanic Blues” fanno ben sperare. Quattro tracce sono forse poche per poter maturare un giudizio definitivo e completo ma, bastano e avanzano per poter saggiare le potenzialità di questa band ancora in fase embrionale che ha dimostrato di avere una buona padronanza delle correnti che ne animano la musica, unita ad una spiccata personalità.