
Nati ufficialmente nel 2008 i The Mad Shepherd si donano agli ascoltatori con questa prima release autoprodotta “Demolition”, lavoro che mette in luce le buone potenzialità di una band profondamente innamorata del sound di Seattle (o grunge che dir si voglia).
I The Mad Shepherd ci presentano cinque brani di buona fattura che trovano i propri punti di riferimento nelle ispirazioni acide di Soundgarden e Jane’s Addiction sulle quali si innestano elementi hard 70’s ed un mood polveroso dai profili hard-blues che rimanda alla scena di Palm Desert, anche se la band tende a mettere in primo piano una attitudine volta più all’introspezione che alla fisicità groovy.
Tra le songs presenti, merita una citazione particolare la conclusiva “All shapes wrested”, brano ove l’alternarsi di riffs e vocals filtrate rimanda in pieno a quelle sensazioni che più di un decennio fa diedero nuova linfa alla scena rock&hard tutta.
Vi è ben poco da aggiungere ad una band che dimostra di essere in possesso di un ottimo taglio personalistico e che ha avuto il coraggio di riproporre sonorità che oggi sembrano quanto mai obliate dai più. Ora i quattro non dovranno fare altro che scrollarsi di dosso le ombre dei riferimenti sonori ai quali si ispirano, ed iniziare a vedere quei riferimenti come veri e propri termini di paragone. Attuato questo esercizio di coscienza, il salto di qualità sarà garantito.