
…”Questo gruppo nasce, vive e si sviluppa soprattutto perché per gli elementi che lo compongono suonare è maledettamente terapeutico”. Questo e ciò che recita la frase sul retro della cover di questo “Into The Mood” dei The Moodwevers; e sinceramente, e senza alcuna esagerazione di sorta, si può affermare che anche l’ascolto dell’album in questione è maledettamente terapeutico.
Ma procediamo con ordine, la band nasce nel 2007 e con “Into The Mood” producono il primo frutto della propria esperienza sonora. Il lavoro si compone di quattro tracce disarmanti per maturità e personalità e si esplica attraverso nature ibride che sanno di polverosi tracciati Stoner (la scena di Palm Desert su tutte), intimi rimandi alle melodie colte della Seattle dei primi anni 90 e quello che è vero e proprio tributo ai volumi saturi (vero e proprio trademark della scena stoner). Nascono in tal modo, le visioni aliene ed acide di “Alkarinque” e di contralto gli squarci opachi di “Spiral”, brano dove linee vocali aeree si plasmano in modo perfetto con strutture dal piglio sperimentale.
Un album ove non vi è nulla di composito e premeditato per questo si impone come continua sorpresa. Affascinante come una serpe che striscia su un sabbioso suolo arso e visionario come il realizzarsi di un paradiso artificiale.