
Dopo lo scioglimento dei Cranio Immondo alcuni membri della stessa band decidono di dare forma ad un nuovo progetto che musicalmente vada a proporre sonorità dai tratti thrash/groove metal, ed è così che nel Settembre 2007 nascono gli Unable.
Due anni dopo, la formazione, dalle alle stampe questo primo lavoro autoprodotto “Visions of Hate”. L’album in questione è composto da quattro brani ove vengono in primo piano riferimenti che vanno dai Meshuggah ai Korn, passando per Grip Inc. e Mastodon.
Quello mi preme dire sin dall’inizio è che la band lungo tutta la durata del lavoro (19 minuti) dimostra di essere in possesso di tutte le credenziali per spiccare il salto di qualità definitivo, ma queste devono necessariamente passare attraverso un songwriting più vario. Si perché, “Vision of Hate” è ottimamente prodotto ed altrettanto ben suonato, l’unica pecca, a mio avviso, è una certa staticità di soluzioni che potrebbe portare l’ascoltatore vicino a sensazioni di tedio. Nonostante questo, la band dimostra di avere un buon piglio rabbioso (dai tratti core) ed una vena critica di tutto riguardo, in particolare nel testo della titletrack, vero e proprio tracciato di quel moderno status quo di anti-realizzazione al quale il Potere non sembra saper apporre giusta risposta.
In conclusione, gli Unable hanno sicuramente molta rabbia da sciorinare ancora, ma questa catarsi di fisicità e modernismo deve necessariamente sposarsi con soluzioni tra loro diversificate. Ottima comunque la prova strumentale tutta e le vocals di Marco Bello, abrasive e virulente al punto giusto.