E’ il 1984 quando il chitarrista Dave Mustaine, viene sbattuto fuori dalla sua precedente band: i Metallica, per problemi di droga e per i forti contrasti con altri 2 membri: Lars Ulrich e James Hetfield .
Mustaine non si da per spacciato ed insieme a Dave Ellefson e Lee Rash (quest’ ultimo sarà sostituito in brevissimo tempo da Gar Samuelson) fonda i Megadeth, che con l’aggiunta di Kerry King (Slayer) e Chris Poland entrano in sala di registrazione per lavorare al loro nuovo progetto musicale.
Curiosa la macabra ironia che sta dietro al nome: pare che Mustaine abbia letto questa parola mentre viaggiava su un autobus, appena licenziato dai Metallica; pare che sia una storpiatura artificiosa di "megadeath", termine coniato da Herman Kahn, divenuto popolare grazie al suo libro del 1960 “On Thermonuclear War.” per indicare un milione di morti.
Il gruppo esce dallo studio con “Killing is my business…and business in good” il primo album che darà inizio ad un fortunato periodo d’oro per la neonata band, nel frattempo King litiga con Mustaine ed abbandonerà il progetto, tornando ad occuparsi soltanto dei suoi Slayer. Nonostante queste incertezze di line-up il disco, autoprodotto riesce ad assicurarsi un consenso di pubblico più che discreto.
L’anno seguente la band entra sotto l’egida dell’etichetta Capitol records e si impegna a lavorare ad un nuovo album di studio, che esce nel 1986, dopo un anno abbondante di gestazione, ma ne vale la pena: il disco in questione è “Peace Sells…But Who’s Buying?”, l’album capolavoro dei Megadeth, dal suono più strettamente Thrash, veloce, iper-energico ed aggressivo, caratteristiche che faranno schizzare le vendite fino ad oltre il milione di copie (cifra notevole, trattandosi del primo album registrato sotto una label). Il brano grazie anche ad un songwriting ispirato e ad un preciso impegno politico-sociale nei suoi testi entra di diritto tra le leggende del filone thrash, e impreziosice un anno d’oro per il genere il 1986 che vede exploit di altre meravigliose produzioni thrash (come “The Ultra-Violence” dei Death Angel, “Reign in Blood” degli Slayer o “Pleasure To Kill” dei Kreator). Interessante notare che è questa copertina che darà inizio all’onnipresenza della mascotte della band “Vic Rattlehead”.
I ‘Death partono alla volta del loro primo tour su scala mondiale, come band supporto del funambolico Alice Cooper, seguito da un altro tour statunitense a fianco di Overkill e Necros.
I litigi di Mustaine continuano questa volta è Chris Poland a farne le spese e a venir licenziato dalla band, reo, secondo Mustaine, di aver venduto parte della sua strumentazione per acquistare degli stupefacenti, al suo posto, subentra Jeff Young un insegnante di chitarra. Su questo episodio, e sull’ex membro Poland, Mustaine scriverà ad hoc la canzone “Liar” riferita chiaramente all’ex-membro del gruppo; del resto il carattere di Mustaine non è nuovo ad episodi di questo tipo, basti pensare ad una celeberrima citazione, rilasciata da Dave in un intervista nel maggio del 2002: - « After getting fired from Metallica, all I remember is that I wanted blood. Theirs. I wanted to be faster, and heavier than them [1]»-.

In qualche maniera la nuova line-up rientra in sala di registrazione per il 3^ lavoro della band: “So Far, So Good, So What!” disco che contiene la struggente “In My Darkest Hour”, che Mustaine compone con il cuore in mano, per compiangere il bassista Cliff Burton, unico amico rimastogli tra i metallica”, scomparso alcuni mesi prima durante il “Master of Puppets Tour” a causa di un incidente stradale.
Nel 1988 un altro tour li vede impegnati come band di supporto a R.J.Dio e Iron Maiden, mentre un altro tour australiano viene cancellato a causa delle defezione di Jeff Young e Chuck Bahler, vengono sostituiti da Mick Menza alla batteria e Marty Friedmand alla chitarra, mentre nel frattempo Mustaine viene arrestato per possesso di stupefacenti ed entra a far parte di un programma di disintossicazione che con ogni probabilità lo salva da un destino infausto, seppur ritardando l’ingresso in studio della band, che nel settembre del 1990 pubblica “Rust In Peace” altro disco superbo che va ad impreziosire la produzione del quartetto che raccoglie un successo incredibile di pubblico, superando il milione di copie vendute (migliorando anche di poco i risultati di “Peace Sells”) e venendo ingaggiati per il leggendario “Clash of The Titans Tour” al fianco di nomi altisonanti come Slayer, Testament e Judas Priest.
Le numerose idee musicali sperimentate durante la tourné, saranno la base per il successivo lavoro di Mustaine & soci “Countdown To Extinction” dove il ritmo si fa più lento ed oscuro, soprattutto per contrastare l’ondata grunge, che in quei anni raggiungeva lo sviluppo massimo della sua breve vita.
Quest’ultimo è il disco più “di gruppo” della band (prima sono Ellefson e Mustaine seguivano il songwriting), ed i megadeth ammorbidiscono un po’ le melodie, sebbene non si tirino indietro di mezzo passo nelle loro tematiche di feroce critica sociale, rimanendo comunque coerenti con loro stessi nonostante un lieve cambio stilistico.Il disco verrà poi premiato, dapprima dalla classifica di Billboard ed in seguito da un doppio disco di platino negli Stati Uniti.
Nel novembre 1992, durante il tour promozionale dell’ultimo album Mustaine sembra ricadere nelle problematiche di tossicodipendenza che avevano segnato i primi anni della band, costringendo la band ad uno stop, fortunatamente breve, durante il quale la voce dei ‘Death riesce a riprendersi pienamente.
I ‘Death in seguito suonano addirittura in un evento che vede partecipare anche i Metallica, durante il quale Mustaine giura che i dissapori tra le due formazioni sono acqua passata, mentre non va in porto il successivo tour previsto dalla band, a supporto degli Aerosmith, a causa, pare, delle condizione contrattuali non soddisfacenti richieste dalla band di Tyler.
Nel 1994 la band ingaggia il produttore Max Norman con l’aiuto del quale i quattro producono “Youthanasia”, che debutta nella top 10 ottenendo un disco di platino.
L’album tuttavia prende una svolta ancora più melodica rispetto al predecessore, dove si intravedono arpeggi e linee vocali in maggior risalto, resta tutto sommato un buon lavoro anche se fa storcere il naso a molti fan della prima ora.
Nel 1997 è la volta della pubblicazione di “Crypting Writings”, altro disco di platino USA, che viene prodotto da un altro produttore e svolta verso un rock decisamente commerciale che privilegia il soddisfacimento della critica a discapito di quello dei fans che non premiano eccessivamente l’album, nonostante i premi ricevuti.
Ad ogni modo la band, parte alla volta di un tour mondiale al fianco dei Misfits e, successivamente, prende parte all’Ozzfest, durante il quale il batterista Mick Menza abbandona il gruppo venendo sostituito da Jimmy DeGrasso.
Mustaine vuole tentare nuove strade stilistiche e ci prova nel 1999 con “Risk” il suono è un rock melodico contaminato da sonorità industrial e banalità commerciali: e odiatissimo dai fans, che lo eleggono con maggioranza bulgara “peggior disco della band” e non raccoglie molti successi nemmeno in termini di critica, finendo nell’infamia. Mustaine è costretto ad abbandonare la ricerca sfrenata dalla formula vincente, che negli ultimi due lavoro è proseguita a discapito della qualità compositiva, e cerca nuove strade. Nel frattempo la Capitol records, abbandona letteralmente la band, costringendola però a pubblicare un’anthology che Mustaine e soci intitolano, trovando un sarcastico gioco di parole. “Capitol Punishment”. Mustaine da la colpa dell’ insuccesso di “Risk” alla produzione Capitol e al chitarrista Friedman (co-compositore di moltissimi pezzi della band) quest’ultimo ne farà le spese venendo estromesso dalla band, ad ulteriore riprova del “caratterino” non esattamente facile del leader Dave Mustaine. Ingaggiato il chitarrista Al Pitrelli la band pubblica nel 2001 “The World Needs An Hero”, un tentativo di ritorno allo stile thrash degli inizi, l’album è mediocre, comunque i fan premiano la marcia indietro stilistica con un discreto seguito in termine di vendite dando alla band una sorta di prova sulla fiducia, che in realtà cela al suo interno una sorta di tacito ultimatum sui generi “di band commerciali ce ne sono tante, c’è un motivo se ascoltiamo voi”.
Il tour seguente, dal quale viene tratto anche un live album, rimette per un momento le cose a posto, quando, tutt’ad un tratto, nell’aprile del 2002 Mustaine annuncia lo scioglimento dei ‘Death, pare a causa dei suoi problemi fisici al polso che gli impediscono di suonare la chitarra come vorrebbe.

La terapia termina nel 2004, quando Mustaine annuncia di voler ritornare sulla scena musicale e lo fa richiamando a sopresa il chitarrista Chris Poland, ed affidandosi per la batteria al session-man Vinnie Colaiuta. La band pubblica “The System Has Failed” che riprende la strada del ritorno alle origini iniziata con il precedente “The World Needs An Hero”; l’album si rivela ben fatto, anche qualitativamente e il gruppo ricomincia a risalire la china anche, e soprattutto, in termini di vendite. All’album farà seguito il “Gigantour” in cui suonano da Headliners al fianco di Nevermore e Dream Theatre.
Mustaine trova una nuova formazione apparentemente stabile reclutando Glen e Shawn Drover (chitarra e batteria,) e James Lo Menzo (bassista) con i quali da alle stampe “United Abomination” nel 2006, che rimanda agli stili visti sul finire degli anni ’80 e si rivela un album di ottima fattura, ricevendo il plauso dei fans, persino i più scettici.
Ultimo lavoro è “Endgame”, datato 2009, in cui il gruppo si mantiene su una linea stilistica dura, pur compiendo, secondo alcuni, un passo indietro rispetto al precedente “United Abomination” .