
I portoghesi Moonspell si formano nel loro nucleo originario nel 1989 ad opera del carismatico cantante e leader Fernando Ribeiro e del bassista Joao Pedro, originariamente la band fu chiamata Morbid God ed i membri cominciaro subito ad occupare i loro attuali ruoli, iniziando cosi a muoversi nel variopinto mondo dell'underground metal; come curiosità possiamo aggiungere che un' idea, poi mai sviluppatasi, prevedeva la siglia “Archangel” come nome della formazione ed un assetto leggermente diverso da quello che poi in realtà fu: ovvero Fernando Ribeiro alla batteria ed Ares Pireira alla voce (questo stando ad una biografia ufficiale rilasciata dallo stesso Ribeiro).
La band continua comunque a muoversi, senza però riscuotere un grande successo, almeno fino al 1992 quando registrano il loro EP “Morbid God promo” e, poco tempo dopo, decidono di rinomimnare la band “Moonspell” (Assoldando tra l'altro un nuovo chitarrista noto come Nisiroth) ; con il nuovo nome Ribeiro e soci si chiudono in studio e l'anno successivo danno alle stampe un nuovo EP “Goat on fire” dai tratti decisamente più orientati verso un black metal mistico ed evocativo, sicuramente distante dai cannoni “classici” del black di matrice scandinava, ma altrettanto solido ed interessante a livello musicale: le tre traccie di questo Ep sono "Goat on Fire", "Ancient Winter Goddess" e "Wolves from the Fog".
Ma è il 1994 l'anno che segna la fortuna del combo lusitano. il gruppo da alle stampe un ulteriore EP. il leggendario “Under The Moonspell” che resta ancora il punto di riferimento per il sound dei primi Moonspell; all'incirca nello stesso periodo il gruppo riesce a suonare per alcune date nel loro stato, a Lisbona, come supporto ai Cradle Of Filth (che in quegli anni lanciavano il loro primo full-lenght “The Principle of Evil Made Flash” N.d.A), successivamente ad Oporto e nuovamente nella capitale portoghese a fare da apripista ad un tour che vede coinvolti Anathema, Samael e Cannibal Corpse, a questo punto la notorietà del gruppo comincia ad aumentare esponenzialmente, di pari passo con la loro maturità artistica, il gruppo sigla così un contratto per la “Century Media” e, nel 1995 debutta con il primo Full-lenght “Wolfheart”, disco che esprime a pieno le pontenzialità della band e che evolve verso un suono più raffinato ed oscuro di quello visto negli EP precedenti: il disco, considerato da molti fans il capolavoro assoluto del gruppo, è sospinto dalla trascinante “Alma Mater” pezzo potente che al contempo riesce ad espirmere il suo lato poetico e nostalgico nascosto nelle Lyrics, e da “Vampiria” angoscioso pezzo Doom-black capace di creare la più lugubre delle atmosfere.
I Moonspell partono alla volta di un tour europeo come supporters dei Morbid Angel, mentre il loro “Wolfheart” vende oltre 50.000 copie, risultato che lascia esterrefatti gli stessi componenti, il numero è del tutto considerevole dato che si sta parlando di un disco “di nicchia”.
All'inizio del '96, grazie anche a un tour in compagnia di Kreator e Testament, la popolarità dei Moonspell cresce considerevolmente anche nell'Europa dell'est, location del suddetto tour, si sente quindi l'esigenza di un nuovo lavoro in studio, ragion per cui i Moonspell pubblicano, anticipandolo con il singolo “Opium”, il loro 2^ Album “Irreligious” che raccoglie gli stessi positivissimi consensi del suo predecessore, mentre la band torna in patria per preparare un tour, stavolta da co-headliners, in compgnia dei Samael.
Alcuni dissapori interni portano Ares Pireira ad abbandonare il gruppo ed i Moonspell, dopo un iniziale momento di schock, reclutano il nuovo bassista Sergio Crestana. che ben si amalgama alla gia formata band, assieme a lui la band riscuote un discreto successo nal 1997 che li vede impegnati nei Metal Mania Festival (il Polonia) e nel Dynamo Festival (europeo, da headliners).
Nel 1998 esce un nuovo album di studio “Sin/Pecado” il cui suono non discosta molto dai predecessori, pur presentando qualche elemento elettrico-sintetizzato, pur dando largo spazio alla strumentistica tradizionale.
A quest album segue, l'anno successivo il full lenght “Butterfly Effect”, che, oltre ad aggiungere alla formazione il nuovo tastierista/chitarrista Pedro Paixao, si discosta dagli altri sonoramente, mostrando una struttura più cadenzata assieme a degli echi tribalegganti, l'album però si rivela un parziale insuccesso dal punto di vista della critica e del consenso del pubblico, tanto da lasciare perplesso anche qualche fan della prima ora. Il 1999 moonspelliano si conclude con un tour negli Stati Uniti come appoggio agli In Flames.
Dopo altri assestamenti nella line-up (della quale diventa arduo seguire l'evolversi), i Moonspell, si spingono su una nuova strada anche per evitare di ripetere il poco convincente “Butterfly Effect”, nel 2001 il gruppo pubblica il più convincente “Darkness And Hope” album che vede nella tracklist anche un pezzo cantato in portoghese: si tratta di “Os Senhores da Guerra”, cover dei Madredeus. Il disco presenta al suo interno altre cover come la ben riuscita “Love Will Tear Us Apart” [Joy Division's] ed una superba rivisitazione di “Mr. Crowley” [O.Osbourne] mentre il disco è sostenuto da Pezzi incisivi ed evocativi come “Nocturna” che, pur mantenendo vive alcune sperimentazioni di carattere modernofilo, si avvicina molto di più alla potenza evocativa a cui il gruppo aveva abituato nei suoi primi lavori.
Il 2002 resta una sorta di anno sabbatico per il quintetto che riprende la sua attività l'anno successivo rilasciando “The Antidote”; per l'occasione l'usuale bassista, il defezionario S.Crestana viene sostituito da Niclas Etelävuori degli Amorphis. La sostituzione non sembra nuocere al gruppo che sforna un altro lavoro convincente l'album è ancora più pesante ed oscuro del predecessore ed al suo interno, Ribeiro alterna il suo particolarissimo scream a parti dai toni più bassi, meno rauchi ed infinitamente lugubri. Traccie come “In and above man”, “Lunar Still” e la fortissima title track ridanno alla band, oltre a quello dei fans, anche il consenso di buona parte della critica che da troppo tempo latitava. Il disco tra l'altro vede la collaborazione del romanziere portoghese Josè Luis Pexioto, che dall'album trarrà anche un omonimo libro, ispirandosi all'incontro con la musica dei Moonspell.

Nell 2004 Ribeiro e soci propongono una macabra rivisitazione del classico jazz “I'll see you in my dreams”, pezzo che sarà anche utilizzato per un B-movie dell'orrore da un regista loro connazionale, contemporaneamente la band sarà nuovamente impegnata in tournè nel Rock in Rio, concluso a Lisbona, che darà loro una popolarità fortissima all'interno dei confini nazionali, oltre a quella gia acquisita nel resto del vecchio continente, questo tour vede anche il ricongiungimento della band con l'ex bassista Ares Pireira che andrà a sostituire Crestana.
Il 2006 vede i Moonspell ritornare sulle scene trionfalmente con l'album “Memorial” che diventa un successo immediato in patria per poi ricevere il plauso anche dal resto del vecchio continente; le sonorità della band, sempre capace di innovarsi senza mai scadere nel banale, risultano ancora parzialmente diverse, pur mantenendo il marchio di fabbrica Moonspell, l'album è senz'altro il più pesante della band dal punto di vista sonoro il loro classico mix di gothic-black e doom viene reso meno evocativo e più deciso, avvicinandosi anche ad alcuni elementi death-metal, come nel caso della potentissma “Finisterra” traccia che, assieme a “Luna” prende di diritto il titolo di pezzo forte dell album, spinti dal successo della loro nuova fatica di studio i cinque ripartono alla volta di un nuovo tour europeo.
la storia recente del gruppo vede la band riproporsi con un nuovo album, rilasciato nel maggio del 2008, al quale fa seguito un tour al fianco dei Danzig.
L'ultima fatica della band intitolata “Night Eternal”che segue lo stile black potente ed aggressivo del predecessore “Memorial” e si avvale della nuovamente della collaborazione del bassista Etelävuori per la title track e di collaborazioni inedite come il duetto in clean tra Ribeiro e Anneke van Ginsberg in uno dei rari lenti del disco “Scorpion Flower”.