
Autrice di un album riuscitissimo, la band svedese si racconta (in maniera poco loquace), ai mircofoni di Heavy Impact
H/I: Benvenuti su Heavy Impact. Come descrivereste il sound dei Covered Call?
CC: Un mix di Bon Jovi e Van Halen, con un sound che unisce "Whiskey in the jar" (canzone dei Thin Lizzy...ndr), ai Metallica.
H/I: C'è una qualche storia dietro la scelta del nome della band?
CC: Il nome deriva dal mercato azionario, Ronny (il batterista), lavora presso il mercato azionario, come commercialista. Come dire, abbiamo voluto giocare, un poco, con la crisi economica attuale.
H/I: Il testo della canzone "Money Never Sleeps", contiene una critica al sistema della new economy?
CC: Il testo descrive, la sensazione di "calore", presente sul mercato azionario. Se date uno sguardo al film "Wall Street", avrete un'idea di tutto questo.
H/I: Come sono procedute le registrazioni dell'album. E' stato un processo lungo?
CC: Si e no. Le registrazioni, sono state fatte in maniera abbastanza veloce. Quello che ha richiesto, maggior tempo è stato il processo di mixing, fatto insieme a Fredrick Nordström e a Henrik Udd, presso i Fredman Studios. Ma è stato un lavoro eccellente.
H/I: Quali sono le motivazioni, che vi spingono ad essere musicisti?
CC: Non siamo dei musicisti irriducibili. Una delle maggiori motivazioni che abbiamo, è quella di incidere un nuovo album, anche se questo ci piace parecchio.
H/I: Potreste dirci qualcosa, in merito ai vostri progetti futuri?
CC: Suoneremo allo Sweden Rock Festival, questa estate. E siamo davvero molto felici, di essere stati invitati al festival. Dopo questo inizieremo a pensare al prossimo album.
H/I: Quando non siete impegnati come musicisti, quali sono le band o gli album che amate ascoltare?
CC: Gli Europe, di "Prisoners In Paradise", e gli In Flames.
H/I: Bene, le domande giungono al termine, volete lasciare qualche messaggio ai lettori italiani?
CC: Ci piacerebbe molto, suonare in Italia, per tutti coloro che apprezzano la nostra musica.