
H/I: Salve e benvenuto su Heavy Impact. Come e quando è nata l’idea di fondare il progetto Dragon’s Cave?
Steve: durante il periodo
H/I: “Elektro Motion”, titolo dell’album di questo nuovo progetto, si avvale di un nugolo di musicisti di notevole esperienza, cosa dobbiamo aspettarci dal disco e quali sono le sonorità da cui lo stesso è composto?
Steve: Elektro motion è un disco molto particolare,soprattutto sotto l’aspetto della varietà stilistica. L’intenzione principale che avevo quando ho concepito questo lavoro era quella di poter far conoscere che
Il feedback che sto avendo mi dice che in questo sono stato vincente, perché anche ascoltatori non legati al rock apprezzano molto il disco e chi già mi conosceva ha potuto ritrovarmi e riscoprirmi con entusiasmo, perché “Elektro Motion” non è un miscuglio di stili ma un’unica materia sonora che si muove e si trasforma pur rimanendo sempre se stessa passando da momenti prog ad hard rock fino ad episodi acustici eterei.
H/I: C’è un filo conduttore che lega le tematiche affrontate dai testi dell’album?
Steve: No, non nel senso che un concept album vorrebbe avere. Le tematiche che ho affrontato in questo disco sono di varia natura tutte accomunate dal fatto che sono le mie “impressioni di viaggio” nel corso di questi ultimi anni di vita su questo affascinante pianeta sempre più ammalato purtroppo.
H/I: Dragon’s Cave mette la parola “fine” ai
Steve: La parola fine è stata messa prima e credo che per me non ci sarà più l’opportunità di rimettere in piedi quella band; è come una storia d’amore, una volta che si superano certi limiti e vengono dette certe parole, la corda si rompe e non sono il genere di persona che si illude che le cose possano ritornare come un tempo che è ormai passato…
H/I: L’album ti vede anche nella veste di cantante oltre che come chitarrista, come è stato cimentarsi anche con le vocals?
Steve: Naturale, impegnativo ed eccitante al contempo. Naturale perché ho sempre cantato nel momento in cui scrivevo canzoni e le scrivo da sempre; impegnativo ed eccitante perché essere lead singer è un’esperienza nuova che mi pone nuove sfide sia in studio dove devi ottenere degli ottimi risultati sia dal vivo dove devo suonare e cantare insieme e non è banale il tutto! Ultimamente infatti il tempo che posso dedicare allo studio viene dedicato molto alla tecnica vocale che voglio continuare a migliorare.
H/I: Ripensando alla scena hard & heavy italiana, a tuo modo di vedere, è più forte il rimpianto per le occasioni mancate o la consapevolezza di aver comunque sempre dato il meglio nonostante un ritorno sia economico che di consensi non simile agli standard esteri?
Steve: Sinceramente io non ho rimpianti, ma una grande incazzatura verso il nostro paese sì!
Ritengo di essere un musicista molto valido e ti garantisco che do sempre il mio massimo a prescindere che si suoni con un pubblico ridotto o che i lavori precedenti non mi abbiano reso milionario. Io suono perché amo la musica e la vivo con intensità, ogni giorno della mia vita.
La maggior parte dei personaggi di cui la scena musicale italiana è piena sono li non per passione, ma solo per apparire migliori degli altri e per spillare soldi agli ingenui. Poi ci metti che la classe politica non considera la musica come dovrebbe, che non esiste una legislazione ed una organizzazione del lavoro precisa e rispettata e così ottieni il nostro quadro della scena musicale: un bazar pieno di speranze molto spesso fagocitate da squali più o meno grandi che non temono minimamente di poter essere fermati.
H/I: Supporterete l’album con un tour e se si, vi è già un calendario date?
Steve: Purtroppo non posso ancora dire di avere un tour perché in mezzo al quadro di cui sopra si sta rivelando difficile organizzarlo. Sicuramente cercheremo di suonare live il più possibile non appena le occasioni si proporranno.
H/I: Vuoi aggiungere qualcosa che non è emerso nel corso di questa intervista?
Steve: Sì, io sono assolutamente contro il download illegale di qualsiasi cosa: musica,film o software che sia. Non solo per il fatto che chi come me fa musica non può più avere i giusti compensi per il suo lavoro, ma anche perché sotto le sembianze della libertà di avere qualcosa gratuitamente questo atteggiamento porterà all’inaridirsi della vena artistica e delle strutture che la possono supportare. Certo la musica spazzatura per la masse non credo subirà grossi danni, ma è la musica con le lettere maiuscole che è in pericolo…
Take care of music and the music will take care of you!