
Con due demo all'attivo ed una partecipazione all'Hammer Of Doom Festival. I campani In Aevum Agere sono una delle promesse del panorama Doom nazionale. Risponde alle nostre domande il leader Bruno Masulli.
H/I: Ciao Bruno, mi diresti come è nato il progetto In Aevum Agere?
B. Masulli: Dopo un illusorio tentativo di fare un tributo ai Candlemass a Napoli. Cominciai a scrivere del materiale inedito dalle sonorità ispirate al doom epic ed evocativo e m’accorsi che poteva funzionare, registrai i brani grazie anche all’aiuto fondamentale di Marcello D’Anna (Burial In Sulphur), nonché grande amico e membro attuale degli In Aevum Agere, e venne fuori “From The Depth Of Soul”.
H/I: Perché tra le varie modalità espressive che offre un genere come il metal, hai scelto di affiancarti al doom?
B. Masulli: Perché è un genere che m’ha sempre appassionato, e ti parlo degli primissimi anni 90, quando da thrasher purosangue conobbi anche i Candlemass. C’è ne sono voluti poi di anni per scrivere del materiale filo doom, prima mi dedicavo quasi totalmente alla mia thrash metal band Annihilationmancer ed altri progetti ancora, poi la passione per il doom è cresciuta fino a quando non ho avuto l’esigenza e soprattutto l’ispirazione di comporre del materiale con queste sonorità.
H/I: L’ultima produzione della band è “Labyrinth Of Emptiness”, potresti dirmi come si articolano le tematiche del disco?
B. Masulli: Il tema principale è senza dubbio l’uomo e la sua esistenza, i drammi della solitudine, il dolore in chiave ovviamente molto personale. “Labyrinth Of Emptiness” parla della difficoltà immane di inserirsi in un contesto sociale tendente alla massificazione, se ti adegui, corri il rischio di divenire parte della massa, se ti chiudi troppo in te stesso rischi di trovare soltanto vuoto. “The Darkness Teller” ha come scenario un mondo semplicemente da rifare dove regna morte e rassegnazione. Il tutto narrato da un mistico cantastorie che descrive con molta lucidità ciò che vede, indicando l’uomo come unico e solo colpevole.
H/I: Quanto è difficile oggi in Italia portare avanti un discorso musicale lontano da ciò che legato alla facilità di ascolto?
B. Masulli: Beh, direi che è molto difficile, ma soprattutto è ancor più difficile in un contesto come quello napoletano. Potrei dirti del sud Italia od anche altre parti della penisola, dove magari una vera scena non esiste, ma io insisto sullo scenario partenopeo, che, dopo gli anni 80 si è lentamente disperso. Che l’Italia sia un paese musicalmente retrogrado rispetto ad altri lo si sa, ma spesso ci si adagia troppo su questo punto e si fa davvero poco o nulla per migliorare.
H/I: Gli In Aevum Agere hanno partecipato all’edizione 2009 dei Hammer of Doom festival, con tutta probabilità l’evento di maggior rilievo per questo tipo di sonorità, come ricordi l’evento e quanto manca da noi una cultura votata a correre il rischio di organizzare un evento alla stregua di quello tedesco?
B. Masulli: Il ricordo è praticamente indescrivibile, poiché a tutti noi della band sembrava un altro mondo, per quanto riguarda professionalità e soprattutto partecipazione, cosa che qui al sud rimane sempre un‘incognita diabolica. Suonammo benissimo e nonostante fossimo una piccola band con una demo all’attivo e con una line-up rimediata abbiamo dato tutto quello che avevamo. Ricordo che a fine concerto chiesero il bis e per di più non so quanti cd e quante t-shirt vendetti oltre a tanti complimenti che avemmo. La seconda parte della tua domanda mi rimanda a quella precedente, e aggiungo che in Italia servirebbe davvero più cultura, rimasta ormai solo cosa del passato o frammentaria.

H/I: Quali sono i prossimi impegni che attendono la band?
B. Masulli: Ho iniziato le registrazioni del debut album che s’intitolerà “The Shadow Tower” , i tempi non saranno brevissimi ma alla fine sono convinto che sarà realizzato un buon lavoro.
H/I: In una virtuale classifica tra generi/sottogeneri che posto daresti al doom metal e perché?
B. Masulli: Adoro il metal come la musica in generale in tutte le sue forme, credo che non esistano generi e sottogeneri migliori di un altro ma solo buona musica e cattiva musica. La seconda è quella non ispirata e dipendente dalle mode. Tuttavia il doom ha un’importantissima valenza nel panorama metal, poiché sterminate sono le bands che si sono ispirate ai Black Sabbath e il doom proviene comunque da loro.
H/I: C’è qualcosa che non è emerso dall’intervista e che vorresti aggiungere?
B. Masulli: Desidero ringraziarti per la tua disponibilità è stato un piacere rispondere alle tue domande, e mi auguro di poter sempre far meglio e di raggiungere dei godibili traguardi.