
Ai Microfoni di Heavy Impact, Danne Eriksson degli Inmoria. Che ci racconta della genesi dell'ottimo album "Invisible Wounds", del suicidio, della società contemporanea con i suoi falsi miti e della psicoanalisi.
H/I: Ciao Danne e benvenuto su Heavy Impact, cosa puoi dirmi della nascita degli Inmoria?
Danne: Ciao e grazie! Al tempo vivevo ad Oslo lavorando, nulla di speciale insomma. Ad un certo punto ho iniziato a sentire la musica nella mia testa che fruiva, dopo dieci anni senza fare o scrivere musica. A quel punto ho lasciato il lavoro sono tornato in Svezia dove ho comperato l’equipaggiamento per lo studio di registrazione che poi ho costruito. Ho registrato una manciata di tracks e ho chiamato Christer dei Tad Morose per fargli ascoltare il tutto. A lui sono piaciute le tracce e così abbiamo deciso di mettere insieme la band.
H/I: Di cosa trattano i testi di “Invisible Wounds”?
Danne: I testi riguardano l’oscurità che si agita dentro di noi e che ci spinge sulla linea del suicidio. Quando scrivo i testi per le canzoni cado in una sorta di trance, ed a quel punto ho visto la “storia” che trovi nei testi del disco. Sono una persona strana e quindi non è stato difficile per me, entrare in uno stato d’animo da depressione. Non sono una persona dalle tendenze suicide, ma mi dispiace quando vede la società odierna che spinge a seguire modelli fatti di bellezza e successo attraverso i soldi fatti in fretta. Voglia dire, qui in Svezia, il suicidio la seconda causa di morte è il suicidio, soprattutto tra i più giovani che non ce la fanno a seguire quei modelli. Ed è da qui che ottengo la mia ispirazione. Se poi combini questo con i miei pensieri allora avrai una miscela esplosiva (ride..ndr). Penso che se Freud vivesse ora qui sarei il suo paziente preferito. (ride….ndr)
H/I: Che feedback state ricevendo dall’album?
Danne: beh, non ti nascondo che sono stato molto nervoso, quando il disco è arrivato ai media, ho sempre detto: “non me ne frega nulla delle recensioni” e invece questa volta mi sbagliavo. Ero tutti i giorni su Google a cercare commenti ed altro, poi i giudizi sono stati fantastici e mi sono sentito orgoglioso del lavoro fatto. Basta andare sul nostro MySpace per verificare quello che dico.
H/I: Come ricordi il periodo passato nei Tad Morose?
Danne: Iniziai a suonare nei Tad Morose nei primi anni 90, e quando ottenemmo il primo contratto discografico, le nostre vite cambiarono in maniera drastica. Volevamo essere delle rock stars. Ma come ogni storia c’è il risvolto della medaglia e dopo il primo album io decisi di lasciare la band, adoravo suonare nei Tad Morose, solo che al tempo persi interesse nella musica della band. Dopo che lasciai i Tad Morose andai a fare il tecnico della batteria per i Morgana Lefay e con loro ho lavorato per otto anni, sono stati degli anni ottimi nei queli ho fatto tanta esperienza e ho conosciuto un sacco di persone.
H/I: come sono andate le registrazioni del disco – è stato un processo lungo?
Danne: Tutte le tracks sono state composte e registrate nei miei studios (Dicembre 2008), siamo poi stati a Bollnas nei Sound Creation Studios nell’Aprile del 2009 per il mastering finale. Certo abbiamo avuto qualche problema tecnico ma tutto è andato bene, e siamo soddisfatti del risultato finale.
H/I: State pianificando un tour?
Danne: Si siamo con la Dragon Production e non vediamo l’ora di andare in tour e suonare dal vivo.
H/I: Quali sono i posti dove vorresti esibirti con gli Inmoria?
Danne: Al Wacken Open Air, spero che gli Inmoria abbiano l’opportunità di esibirsi in quel festival. Parlando di tour non potrò mai dimenticare quando lavoravo per i Gamma Ray ed ero con loro in tour in Europa, è stata una esperienza ottima. I Gamma Ray sono delle persone ottime.
H/I: Ultima e più classica domanda, vuoi lasciare un messaggio ai lettori?
Danne: Si, spero che la nostra musica piaccia e spero davvero di vedere te e i lettori di Heavy Impact dal vivo. Peace!