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Forti del nuovo album Incubus, Fabban e Hell:I0:Kabbalus ci raccontano dello stesso album, della scena black metal italiana, di quella norvegese e delle future esibizioni live con una forte attenzione alla dialettica musica/ideologia.

 

H/I: Salve ragazzi, benvenuti su Heavy Impact. Iniziamo con il mettere sotto indagine il nuovo album Incubus, quali sono secondo voi le differenze tra questo nuovo lavoro ed il suo predecessore, e quanto queste differenze (marcate o meno) hanno snaturato o arricchito il sound dei Malfeitor?

Fabban: Credo che “Incubus” sia qualcosa di “totale” rispetto ad “Unio Mystica Maxima”. Per totale intendo completo, compiuto, maturo. Non è mai facile fare un salto di qualità così ampio da un disco all'altro e per quanto mi riguarda sento di poter dire che l'abbiamo fatto. “Incubus” è un disco studiato chirurgicamente per rappresentare al meglio le tematiche “fissate” nei testi. La musica parla da sé e di riflesso “illumina” le parole che ci sono dentro quell'incubo.

 

H/I: Cosa potete dirci riguardo ai testi che accompagnano Incubus, e se vi è stata una particolare ricerca che ha accompagnato la genesi degli stessi?

Fabban: Sei il primo che finalmente usa il termine “ricerca”. Tutto ciò che trovi dentro “Incubus” a livello lirico è appunto la sintesi di una lunga ricerca, o meglio di una sorta di esplorazione durata due anni. Due anni in cui sono stato “mediatore”, ora in solitaria ora assieme ad altre persone a me care, tra me e mondi di inverosimile oscurità (left hand path, il sentiero della mano sinistra). L'esplorazione dei grandi Abissi, quelli che albergano in noi stessi, spesso portata avanti in condizioni estreme, come ad esempio attraverso sofferenza, sforzi fisici, freddo, all'interno di zone montane impervie: la sofferenza è un attrito, il buio è un attrito, così come la solitudine... tutti elementi che agevolano il raggiungimento di stati di coscienza “non ordinari”. Spesso ci sono esplosioni ed estasi creative soprattutto quando mettiamo alla prova noi stessi, quando creiamo un'attrito, quando definiamo un obiettivo. Questo è solo un esempio tra tanti. Tutto ciò che è raccontato nei testi fa parte di un lungo ciclo in cui ho preferito cercare certezze attraverso l'abbandono della logica, lasciando aperte porte percettive alla ricerca di “segnali”, “suoni”, “visioni”. Vitriol quindi, “discese all'interno di se stessi”, nella maggior parte dei casi ardue e pericolose ma estremamente rapide e potenti nell'effetto di ciò che cercavo e che tutt'ora cerco. In questo percorso si sono concatenate tutta una serie di incognite, imprevisti, dolore, e anche morti. Un incubo appunto, durato due anni in cui ho sperimentato, in cui a volte ho creduto in tutto e altre volte in niente, ma che è bene proteggere con la grande regola alchemica del silenzio. C'è chi sceglie in vita le vie più luminose e facili, c'è chi sceglie le più impervie e faticose: l'importante è sapere dove si vuole arrivare. In tutto ciò Cristo, Satana, guerra, politica ed altre cazzate non c'entrano assolutamente niente. Personalmente, a distanza di mesi, provo un enorme orgoglio nel rileggere questi testi. Un ciclo si è chiuso per aprirne un altro.

 

H/I: Quali sono i responsi che state ricevendo dal disco e quanto, secondo voi, una recensione può influire sul giudizio di chi la legge?

Fabban: Penso che la recensione è personale di chi la scrive e la musica, così come l'arte in generale, sono potenziali generatori di emozioni e sensazioni che posso intaccare o meno il corpo sottile di qualcuno. Il corpo sottile è l'extracorporeo, e quindi l'eterico, la sensazione che si percepisce attraverso la struttura fisica, e quindi le nostre orecchie. Un disco o la musica in generale possono essere percepiti in maniera diversa anche a seconda del luogo in cui ci troviamo mentre ascoltiamo. Prova ad ascoltare un disco in poltrona dentro casa.. e poi prova ad ascoltare lo stesso disco davanti ad un ghiacciaio, con delle cuffie alle orecchie e 3000 metri sotto di te. Personalmente preferisco “scoprire” i dischi che ascolto senza che qualcuno mi dica che è bello o brutto. Per un gruppo,  e qui vado contro i miei interessi, una buona recensione può aiutare molto, ma penso che le recensioni dovrebbe non esistere o dovrebbero semplicemente “descrivere” e non sviscerare un'opera musicale. Nel cinema usano i trailers..

Hell:I0:Kabbalus – Finora abbiamo ricevuto ottimi responsi un po' in tutto il mondo e siamo davvero soddisfatti dei risultati che “Incubus” sta ottenendo, anche a livello di vendite. Agonia dal canto suo ha fatto un ottimo lavoro di promozione, riceviamo continuamente interviste, recensioni...non possiamo lamentarci. Il problema delle recensioni è che fondamentalmente sono delle forme leggere di manipolazione mentale. Se mi capita di scoprire un gruppo, che può essere valido o meno, ascolto e sono in grado di dare un certo tipo di parere non influenzato. Se ad esempio mi capita di leggere una recensione mediocre di un disco, andando a sentire  i pezzi poi automaticamente la mia mente porrà più attenzione alle pecche, ascolterà con meno immedesimazione. Viceversa, leggendo una recensione entusiastica, andando all'ascolto la mia mente sarà già predisposta positivamente. E' un po' questo il gioco perverso, ma per fortuna ho notate ultimamente che molte webzine hanno abbandonato il punteggio numerico, il che è secondo me già un buon passo avanti.

 

H/I: Quanto il Black Metal ha risentito delle azioni di quella che è stata definita black metal-mafia avvenute anni fa in Norvegia nel suo apparire una vera scuola di vita volta all’estremo?

Fabban: Conosco di persona tante persone che sono stati “attori” di quel periodo. E non conosco nessuno che ha voluto creare un movimento o una “scuola di vita”. All'epoca quella gente aveva non più di 20 anni e come tutti sanno a 20 anni tutti facciamo delle cazzate. In Norvegia di cazzate ne hanno fatte tante e tutt'ora qualcuno ne sta pagando le conseguenze. Ci sono stati morti, feriti, c'era un clima cupo, nauseante... ma i tempi cambiano, la gente cresce e molti rivedono le proprie idee. Ora si pensa molto di più alla musica e alla cultura e meno ad estremismi che a lungo andare generano solo enormi danni. Le teste calde ci sono ancora oggi, ma sono una minoranza e prima o poi scompariranno. La legge daltronde esiste per tutti e chi sbaglia paga. C'è chi lo capisce senza fare cazzate e c'è chi invece per capirlo ha bisogno di provare il carcere o qualche rognosissima querela.

Hell:I0:Kabbalus – Sai, alla fine il black metal è come ogni ideologia, insieme a quel che c'è di buono raccoglie su feccia di ogni tipo, gente che ha bisogno di costruirsi un personaggio per dare un senso alla propria esistenza, gente complessata, malata, senza palle. Purtroppo ci sono ancora persone che si scannano per chi sia più true tra Burzum ed Euronymous, andando ancora dietro alle storielle e le cazzate che in quell'ambiente sono state fatte e dette a suo tempo ed emulandoli come dei robot deficienti. Solo i deboli hanno bisogno di attirare l'attenzione con queste idiozie, se sei veramente estremo nella vita tira fuori i coglioni e dimostra che vali qualcosa per quello che sei e quello che puoi fare di costruttivo, che rimane nel tempo, non andando a fare i finti satanisti nel bosco dietro casa con il capretto di tuo nonno o nascondendoti dietro ideologie di estrema destra (o sinistra) per illuderti di appartenere ad una elite, ad una razza superiore, quando sei solo un complessato con problemi della sfera affettiva.

 

H/I: Quanto la musica può piegarsi fino a divenire strumento volto a diffondere ideali?  Vi faccio questa domanda perché in alcuni ambiti black, spesso si ha la sensazione che la musica sia ridotta a mero strumento propagandistico.

Fabban: Il problema è definire cosa si vuole propagandare. La musica da questo punto di vista può essere un enorme mezzo di comunicazione, ma c'è chi lo stupra per diffondere messaggi idioti e c'è che utilizza la musica per comunicare qualcosa di più “alto”. Credo esista ancora la possibilità di scelta: chiunque può decidere cosa ascoltare e perchè ascoltarlo.

Hell:I0:Kabbalus – Quando manca la sostanza ci si nasconde dietro le idee, semplicemente.

 

H/I: Cosa significa essere un musicista oggi nel 2009?

Fabban: Mah.. io mi ritengo fortunato... Credo che la creatività sia un dono raro e di inestimabile valore. Gli anni passano ovviamente.. anche per me. Non ho sempre l'entusiasmo o la carica adrenalinica che potevo avere nel 1992, ma mi ritengo fortunato perchè a distanza di tanti anni la musica per me rappresenta ancora qualcosa che non mi ha mai tradito e che mi regala sensazioni che sono impossibili da “raccontare”.

 

H/I: L’Italia ed il black metal: un guardarsi indietro e ripensare alle occasioni mancate o una nuova alba ancora da venire?

Fabban: Ma noo.. Io sono molto legato ai ricordi e credo che quando viene realizzato qualcosa di grande la notorietà, i soldi, la fama... passano in secondo piano. A me basta ricordare gruppi che ho avuto l'onore di ascoltare quando avevo 15 anni, mi basta prendere in mano cassette di gente come Excidium, Schizo, vecchie demo di Mortuary Drape, Necromass, Bulldozer, Monumentum, Electrocution, Iconoclast, Sinoath… e sto a posto così. Credo che questi gruppi sono coscienti di ciò che hanno fatto e non credo proprio reputino ciò che sono stati come un'occasione mancata. Hanno fatto ciò che sentivano di fare quando ha sentito di farlo, tutto qui. Riguardo le nuove leve, bhe, ci sono veramente tante realtà italiane che all'estero ci invidiano... Vedi i Devil Doll: da dopo “my angel” in poi gli Arcturus norvegesi hanno tentato di imitarli in tutto e per tutto, non riuscendoci...

 

H/I: Quando e dove potremmo vedere i Malfeitor dal vivo?

Hell:I0:Kabbalus – Per il momento abbiamo tre date confermate, il 4 Ottobre saremo allo Zoe di Milano insieme ai Forgotten Tomb per il release party di “Incubus”, poi il 31 sempre di Ottobre al Country Star vicino Padova e il 5 dicembre in Belgio per un festival con Celestia ed altre band. Vi consiglio decisamente di fare un salto, la nuova line-up è qualcosa di devastante. 

 

H/I: Cosa auguri a te stesso (Fabban), come musicista, per il futuro?

Fabban: Di migliorare sempre. Mi auguro di avere sempre idee, inventiva, creatività ed entusiasmo e di avere attorno gente che mi sopporta e di cui posso fidarmi.

 

H/I: C’è qualcosa che non è venuto a galla e che vorreste aggiungere a questa intervista?

Hell:I0:Kabbalus – Grazie per lo spazio, speriamo di vedervi tutti alle prossime date.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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