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Ai microfoni di Heavy Impact, Giorgia Gueglio (vocals) e Pier Gonella (guitars), dei Mastercastle. La band, che ha dato di recente alle stampe l'album "The Phoenix", ci racconta: della  propria genesi, degli eventi futuri e dei prossimi impegni live.

 

H/I: Benvenuti, su Heavy Impact. Iniziamo, col parlare dei natali del progetto Mastercastle; quando e come è venuto alla luce?

Pier: Il progetto e' venuto alla luce nel 2008. L'anello principale si e' rivelato la voce di Giorgia Gueglio, che fin dai primi contatti con Lars di Lion Music è stata definita come "ultra powerful". E' molto melodica, ma allo stesso tempo aggressiva e potente. Il suo timbro e modo di cantare contribuisce notevolmente alla personalità del sound Mastercastle. All'epoca avevo scritto qualche brano utilizzando una chitarra "baritona" marchiata Carlo Pierini, che lavora su tonalita' piu' basse e un po piu' originali. Nelle idee c'erano indubbiamente degli spunti classici e il risultato era un mix diverso da tutti gli altri miei progetti. Provai a farli cantare a Giorgia e il risultato porto' in automatico a formare una band ed a registrare altri pezzi.

Pero' ci tengo a precisare che il tutto e' avvenuto nella maniera piu' semplice, dalla voglia di scrivere di brani e basta. Alla batteria come special guest c'è Bix, già conosciuto come batterista dei Vision Divine. Non ha certo bisogno di presentazioni artistiche, ma posso aggiungere che è un'ottima persona e che fin dall'inizio ha partecipato con molto entusiasmo "scommettendo" sul progetto e sui pezzi quando non c'era nulla di pianificato a livello discografico. Infine, al basso c'è Steve Vawamas, amico da tanto tempo. Ha svariate esperienze discografiche con Shadows Of Steel, The Dogma e col suo gruppo Athlantis. Il primo disco degli Athlantis è stato anche il mio disco di esordio. 

 

 

H/I: "The Phoenix", è uscito da qualche mese, quale feedback state ricevendo, sia rispetto alle critiche della stampa, che al responso commerciale?

Pier: Devo dire che i feedback sono ottimi, sia  in Italia che all'estero. Il lavoro e' stato capito bene un po ovunque, stiamo ancora adesso facendo tante interviste per siti nordici e statunitensi, oltre che italiani ovviamente. Dal punto di vista commerciale e' ancora presto per avere dei dati, pero' la visibilita' che stiamo dando al disco insieme all'ottimo lavoro della Lion Music, e' sicuramente superiore a quanto mi aspettavo per cui ci aspettiamo cifre di vendita molto soddisfacenti. 

Giorgia: Ognuno di noi e' diverso dall'altro, per fortuna, quindi e' ovvio che non si puo' piacere a tutti. Per questo sono rimasta piacevolmente stupita della quantita' di consensi e di mail che riceviamo ogni giorno. Ne approfitto anzi per ringraziare tutti quelli che ci scrivono e che hanno recensito il disco. 

 

 

H/I: La proposta sonora, dei Mastercastle, si colloca in un ambito, quello del power - neoclassic metal; tale ambito è stato oggetto, negli ultimi anni, di una sorta di "inflazione" da parte di uno svariato numero di bands. Non pensate che questo "affollamento" abbia dato luogo a forme di tedio, presso i potenziali ascoltatori?

Pier: Personalmente penso che l'inflazione del genere neoclassico non sia superiore a quella di tanti altri generi come il power o il gothic. Uno dei motivi per cui penso che The Phoenix sia stato capito è proprio il fatto che di questi generi conserva al massimo solo delle influenze. Non conosco gruppi di metal neoclassico in cui la voce femminile non sia lirica o affiancata a voci maschili. La particolarita' della voce di Giorgia, melodica e aggressiva allo stesso tempo, si e' dimostrata l'elemento piu' distintivo del nostro sound e mi fa piacere che di questo si siano accorti tutti i recensori. La musica e' essenzialmente un metal chitarristico e non ci sono tatiere "orchestrali" tipiche del gothic o dell'"epic". 

Giorgia: Noi abbiamo composto e creato semplicemente cio' che ci veniva spontaneo. Credo che questo sia il motore dell'arte. La nostra e' una proposta onesta, non imitiamo nessuno. Facciamo cio' a cui la nostra passione ci porta. 

 

 

H/I: Da quello che ho potuto cogliere, le liriche di "The Phoenix", analizzano spesso il rapporto "uomo-natura" (cosa che ho apprezzato parecchio), tale scelta è frutto di un'idea personale, ben precisa? Se è così, quale?

Giorgia: Scrivere mi ha sempre appassionato e soprattutto scrivere del rapporto dell'uomo con la natura. Spesso dimentichiamo la sua forza e ci sentiamo onnipotenti, dando per scontate tante, troppe cose, solo perche' in quest'ultimo secolo siamo riusciti col cemento e con la tecnologia a trasformare il pianeta e a contraffarne mille aspetti. Il progresso e' senza dubbio positivo, ma gli interessi che vi stanno dietro ci portano spesso a sfruttare senza rispetto tutto quanto. In "Cradle of stone", ad esempio, parlo delle molteplici voci che difficilmente riusciamo a cogliere, distratti come siamo dalla frenesia di correre e arrivare, dove non lo sappiamo neppure.In "Greedy blade"parlo della tragedia del Vajont. Questa ci insegna che dovremmo avere piu' rispetto per la vita umana e che il progresso e l' intelligenza della nostra specie dovrebbe servire per migliorare la qualita' della nostra vita, non per soffocarla dietro a mille interessi. In altri brani come "The Phoenix" o "Words are swords" parlo delle difficolta' e delle fatiche per realizzare i nostri sogni. Sono battaglie dure ma che vale sempre la pena di affrontare. 

 

 

H/I: In che modo sono nati i brani del disco? C'è un processo particolare, o un modus operandi al quale fate riferimento?

Pier: Generalmente le canzoni nascono da me e da Giorgia. Io propongo una prima struttura del brano con i riff principali. Poi lei ci costruisce sopra le melodie. Segue un importante lavoro di perfezionamento per mogliorare le melodie il piu' possibile nonche' dividere nella maniera migliore gli spazi di chitarra e voce. A questo punto la struttura passa a Steve e Bix che
propongono i loro arrangiamenti su una linea predefinita. Quindi diciamo che partono dal mio sacco ma l'apporto degli altri membri della band e' molto importante e definisce il "sound" dei Mastercastle. 

 

 

H/I: L'essere un musicista, oggi; quali sono le motivazioni che vi spingono a continuare questa professione?

Pier: Chiaramente quello del musicista e' un mestiere che si fa se c'e' della gran passione dietro. Questa e' l'energia che manda avanti tutto. Personalmente ho fatto davvero tanti sacrifici pe realizzare questo mestiere. Attualmente unendo l'insegnamento presso due scuole (Roland School) e l'attivita' con Mastercastle e gli altri gruppi riesco a lavorare solo nella musica. Anche se in Italia si stenta a consederarlo un vero mestiere non lo cambierei con nessun altro. 

 

 

H/I: Cosa ci riserva il futuro dei Mastercastle? Avremmo la possibilità di vedere la band dal vivo?

Pier: Di sicuro. Mastercastle e' una vera e propria band, non solo un progetto. Sia Steve Vawamas che Alessandro Bissa hanno manifestato la loro grande disponibilita' in sede live fin dall'inizio per cui a breve troverete un bel po di date sul nostro sito www.myspace.com/mastercastle. Stiamo chiudendo una data in questi giorni nel sud Italia, per i primi di Agosto.
Da novembre stiamo pianificando un po di date nel nord Italia, ma stiamo spingendo molto per l'estero, nel nord Europa in particolare.

 

 

H/I: Ultima e più classica domanda, volete lasciare un messaggio ai lettori di Heavy Impact?

Giorgia: Intanto ringrazio te, Andrea, per la disponibilita', e invito tutti i lettori di Heavy Impact a visitare il nostro myspace (www.myspace.com/mastercastle) dove possono anche vedere il videoclip del brano "Princess of love"e di scriverci le loro impressioni e anche, perche' no, i loro consigli per il nostro percorso futuro che sono sempre ben accetti. 

Pier: Anche io ti ringrazio insieme a tutto lo staff di Heavy Impact e spero di vedere tanti lettori ai nostri concerti. Invito anche tutti i lettori a visitare il sito della Lion (www.lionmusic.com) dove trovano tutte le indicazioni sulla reperibilita' del disco Mastercastle - The Phoenix 

 

 

 

 

 

 


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