
Il mondo del Power/Epic non sarebbe stato lo stesso senza gli americani Omen. Autori di albums storici come "Battle Cry" e "Warning of Danger", la band ancora oggi non assopisce il suo impeto come ci racconta il chitarrista Kenny Powell, ed è pronta a tornare con un nuovo album.
H/I: Salve Kenny e benvenuto, prima di tutto, state lavorando ad un nuovo album?
K. Powell: Si, si intitolerà “ Hammer Damage” e con tutta probabilità sarà pubblicato questa estate. Puoi sentire gli advance mix sulla pagina MySpace degli Omen.
H/I: Come ti spieghi, oggi, il successo di albums come “Battle Cry” e “Warning fo Danger”?
K. Powell: Sono molto orgoglioso di quei dischi, hanno resistito alla prova del tempo per ben venticinque anni. Forse sono addirittura più popolari ora di quanto lo fossero negli anni 80. È stato un momento speciale per me. Lavorammo molto duramente su quei dischi e ciò ancora oggi ci ripaga alla grande.
H/I: Quale definizione daresti al termine Epic Metal e quali sono secondo te le bands più rappresentative del genere?
K. Powell: L’Epic Metal è per me quel suono unico e molto potente che rappresenta attraverso sé periodi di grandi battaglie, dei e miti. I gruppi maggiormente rappresentativi del genere, a mio modo di vedere, restano: i primi Manowar e poi mi piace pensare ai miei Omen come una delle influenze per le bands più giovani come Battle Roar ed Hly Martyr.
H/I: Avete suonato spesso in Italia, come ricordi il pubblico italiano?
K. Powell: Ho sempre amato suonare li da voi in Italia, l’ultima volta abbiamo suonato a Milano è stato pazzesco è stata una grande serata, con tutto il pubblico che cantava ogni singola canzone.
H/I: Cosa è che ti spinge a scrivere musica?
K. Powell: Questo è difficile da spiegare. Tutto quello che faccio è prendere la mia chitarra ed il tutto nasce in modo davvero spontaneo. Appena sento un riff interessante, ecco che l’intera song prende forma nella mia testa, so già perfettamente come saranno le ritmiche e le linee vocali. Ho uno studio di registrazione in casa, dove stiamo anche registrando il nuovo album, e non so se questa è una benedizione o una maledizione. Quando ci entro a volte resto li per giorni.
H/I: Quali sono i tuoi ricordi di J.D.? (Kimball, primo singer della band morto nel 2003..ndr)
K. Powell: J.D. è stato un grande singer, insieme abbiamo composto degli ottimi albums. Certo avrei voluto che alcune cose fossero andate in maniera diversa. Aveva alcuni demoni personali che hanno reso impossibile la sua permanenza nella band. È stato duro e frustrante trovare un singer capace di sostituirlo, è stato davvero unico. Ora nella band c’è George Call e vedremo come andranno le cose, quello che posso dirti è che sono molto eccitato per le nuove tracce su cui stiamo lavorando.
H/I: Se guardi alla tua esperienza musicale passata, hai dei rimpianti?
K. Powell: Certamente, ma cerco di non stare a rimpiangere il passato, più che altro mi concentro sulle cose buone che ho realizzato nel corso degli anni. Si può diventare pazzi se si pensa a tutti gli errori che si è commessi.
H/I: Vuoi aggiungere qualcosa a questa intervista?
K. Powell: Non vedo l’ora di tornare in Italia, rivedere tutti i vecchi amici e farne tanti nuovi. Ci vediamo “In the Arena”.