Nel vasto e pur ristretto universo Hard & Heavy italiano i Secret Sphere sono tra le band ad aver dato alle stampe il maggior numero di lavori. Eppure l'attitudine e l'umiltà della band è rimasta immutata, e ciò traspare chiaro da questa intervista. Intervista in cui il chitarrista Marco Pastorino ci racconta del nuovo album "Archetype", del Metal italiano, e di un mercato discografico in cui l'offerta sembra aver superato di gran lunga la domanda.
H/I: Ciao Marco e benvenuto su Heavy Impact. Iniziamo subito con il parlare del nuovo album “Archetype”. Quali sono le sonorità messe in campo, quale l’idea di fondo che ruota intorno alle tematiche dei testi e quali sono le aspettative a riguardo?
M. Pastorino: Ciao. Per Archetype, abbiamo voluto mostrare il nostro lato più heavy metal, infatti come avrai notato, il sound si è incattivito. Le ritmiche sono diventate più potenti, la velocità è rimasta alta, e le atmosfere, come ormai da prassi, sono un piccolo contorno di melodie gotiche e teatrali. La musicalità è arrivata come giusto contrappunto alle tematiche, ora d’amore e ora di quotidianità. Fin dai primi momenti di composizione, l’aspetto più vero dell’archetipo, così perfetto nella sua forma esistente forse da sempre in noi, è riuscito a catturare tutte le nostre emozioni. Ci aspettiamo tanto da questo nuovo album; è un lavoro in cui crediamo e in cui abbiamo dato tutti noi stessi.
H/I: I Secret Sphere sono stati tra le bands che sul finire degli anni 90 si sono imposte come una delle realtà più solide all’interno del panorama Power nazionale. Quando la scena è “calata” non avete comunque mai mollato la presa, oggi quanto il nuovo album è frutto di perseveranza?
M. Pastorino: Ti ringrazio davvero per le belle parole. La forza dei Secret è sempre stata nella voglia di voler andare avanti ad ogni costo, sia quando arrivavano momenti belli ma anche quando quelli brutti erano dietro l’angolo. Ci sono band in Italia che stanno continuando a dimostrare che con la perseveranza , si può ottenere moltissimo.
H/I: Nel nostro paese ed in generale, con la crisi economica si sta iniziando a valutare l’importanza di una professione solo in virtù del corrispettivo profitto. In tal modo l’arte e tutto ciò che è legato alla creatività subisce continue mortificazioni. Cosa pensi in merito a questo?
M. Pastorino: Come dici, l’arte subisce dei contraccolpi da tutto ciò. Nel pensiero generale, l’artista è visto come un personaggio senza voglia di fare, un individuo senza futuro. Molto umilmente, penso che il nostro paese in questo senso, debba ancora fare parecchi passi avanti , rispetto a nostri vicini, come la Svizzera , per fare un esempio.
H/I: Il Metal e l’Italia: un guardarsi indietro e pensare alle occasioni mancante o un idillio che deve ancora compiersi?
M. Pastorino: Io abbino da sempre l’Italia a due grandi band su tutte, Lacuna Coil e Rhapsody, che hanno saputo costruirsi un nutritissimo numero di fan in tutto il mondo. Le occasioni mancate ci sono in ogni settore, ma sono molto fiducioso. A mio parere dobbiamo renderci tutti conto che anche nella nostra penisola, ci sono un mucchio di band in grado di competere con le band scandinave, tedesche, ecc.
H/I: Uno dei punti su cui vorrei il tuo punto di vista, è quello che vede l’audience sempre più lontana dall’evento live, che da sempre è il vero e proprio climax delle sonorità Hard & Heavy. Secondo te la colpa di ciò è imputabile alla possibilità data dalla rete internet di far si che tutti i contenuti siano disponibili in modo immediato, e quindi si preferisce far riferimento al proprio hd più che ad un concerto, o ad un ricambio generazionale in atto e quindi ad un periodo di confusione?
M. Pastorino: Internet ha fatto la sua parte , nel bene e nel male però. Oggi per una band che inizia, è più facile ( o almeno sembrerebbe) farsi notare e mettersi in gioco. D’altra parte, la rete ha aperto anche una porta chiamata file-sharing, che danneggia notevolmente le band. I concerti, come hai accennato, vede un audience sempre minore, ma da questo punto di vista, ormai ci sono talmente tante possibilità di vedersi un concerto che è davvero impossibile che tutti riescano. Non voglio sembrare altezzoso, ma credo che l’offerta abbia superato di gran lunga la domanda, musicalmente.
H/I: Supporterete il disco con un tour? E se si quali saranno le date?
M. Pastorino: Siamo molto contenti, grazie anche al lavoro di Get Rocked, di poter finalmente fare una buonissima promozione live per il nuovo disco. Nei prossimi giorni inizierà il tour italiano con una nuova edizione al Mephisto Rock Cafe dell’Italian Headbangers, festival organizzato dalle band metal italiane, in compagnia di Trick Or Treat, Arthemis e Clairvoyants. Per poi passare a Perugina, Vicenza, Rimini, Napoli e così via.
H/I: In un virtuale bilancio, quanto contano: la crescita e la soddisfazione di aver prodotto un disco di cui andar fieri, i feedback sia positivi che negativi che lo stesso lavoro riceverà dagli addetti ai lavori?
E’ passato quasi un anno da quando siamo entrati in studio per iniziare le registrazioni del disco, e avere ancora oggi una fortissima eccitazione ascoltando Archetype, è la più bella soddisfazione che potremmo avere da questo punto di vista. Le prime recensioni sono state molto buone e anche da questo punto di vista, siamo felicissimi che il risultato di duri mesi di lavoro, possa essere piaciuto a tanti.
H/I: Un tuo pensiero/messaggio ai lettori di Heavy Impact?
Speriamo vivamente di vedervi in tour ragazzi, continuate a supportare il metal italiano. Quello vero e suonato col cuore, non morirà mai!