Tornati da poco sul mercato con "Crime Always Pays…", gli americani Swashbuckle non vogliono saperne di abbadonare l'immagine, l'irruenza e la follia da bucanieri che da sempre li contraddistingue. Ad intrattenere una conversazione con noi è il batterista Bootsmann Collins (Paul Christiansen), ci racconta del Thrash Metal, delle ubriacature, dello stagediving, delle tette e della follia.
H/I: Salve e benvenuto su Heavy Impact. Iniziamo con il parlare del nuovo album “Crime Always Pays…”, quali sono le differenze fondamentali tra questo ed il suo predecessore?
Bootsmann Collins: Il nuovo lavoro riprende il discorso lirico e musicale proprio da dove si era fermato “Back To The Noose”, ma con maggiore velocità ed aggressività. Un’altra grande differenza è che nel nuovo lavoro ci sono le tette in copertina.
H/I: Leggendo i testi e i titoli delle tracce presenti nel nuovo disco, appare chiaro che i temi da “Bucaniere” non sono stati accantonati. Pensi che in futuro la band possa abbandonare questo tipo di tematiche?
Bootsmann Collins: il fatto è che non c’è pericolo di ripetitività nei testi pirateschi, abbiamo costantemente nuove idee per mantenere intatta la freschezza ed il divertimento. Potremmo scrivere un album ogni settimana.
H/I: Può un genere dai canoni stilistici abbastanza chiusi come il Thrash Metal esprimere tutte le potenzialità di un musicista?
Bootsmann Collins: Penso che dipenda da ciò che un musicista voglia e su cosa questi voglia focalizzare la propria creatività. Per alcuni il Thrash potrebbe essere restrittivo, ma per noi è sconfinato, come genere. Ci da la possibilità di divertirci e di connetterci al nostro pubblico in maniera molto diretta e potente.
H/I: Gli Swashbuckle sono sempre associati ad un mood folle, pensi che la follia sia il modo più giusto per affrontare il mondo e la società contemporanea?
Bootsmann Collins: La follia è l’unica via. Non molte persone pensano a divertirsi ed a godersi la vita ed è proprio perché questi non si lasciano prendere dalla follia. Noi siamo qui per questo: prenderci delle sane sbronze, prendere tutti in giro, vestirci come dei giganti pappagalli e fare stagediving. Questo è quello che amiamo, anche se è pazzo.
H/I: Quando si compone un nuovo album, esso porta sempre con sé delle aspettative, quali sono le tue, e quelle della band, per ciò che concerne questo nuovo lavoro?
Bootsmann Collins: Abbiamo scritto del materiale molto più pesante rispetto al passato e lo abbiamo registrato velocemente. L’unica aspettativa che avevamo era che queste nuove tracce fossero capaci di regalarci tanto divertimento, come quelle che ne hanno preceduto la venuta, questo si è avverato e siamo felici.
H/I: Il 30 Settembre suonerete a Bologna, che reazione ti aspetti dal pubblico italiano?
Bootsmann Collins: Ci piacerebbe passare una bella serata. Noi fondamentalmente amiamo: le tette i mosh pit e lo stagediving. Però siamo pronti a far nostro tutto quello che Bologna avrà da mostrarci.
H/I: Quando non sei impegnato come musicista, che tipo di musica ti piace ascoltare?
Bootsmann Collins: Personalmente, io ascolto tante cose diverse, dai The Police ai Meshuggah. Non posso dire di avere un sound favorito rispetto ad un altro. Li amo tutti in maniera uguale, basta che siano di buona qualità.
H/I: Se dovessi definire la tua band con un unico termine, quale sceglieresti?
Bootsmann Collins: Beh, questo è abbastanza difficile da dire, ma se dovessi, direi “divertimento”. Nel Metal ci sono troppe bands arrabbiate e che si prendono troppo sul serio. Noi invece proviamo a reglare divertimento, in modo leggero, senza per questo rinunciare alla pesantezza del sound.
H/I: Vuoi lasciare un saluto ai nostri lettori?
Bootsmann Collins: Stay nuts! Drink, thrash, and fucking party!