
Il confine tra Epic e Doom Metal diviene nullo quando si parla di una band come i The Gates of Slumber. Risponde alle nostre domande intorno all'ultimo album "Hymns of Blood and Thunder", alla natura del Doom Metal ed ai suoi albums imperdibili, il frontman della band Karl Simon.
H/I: Salve Karl e benvenuto su Heavy Impact. Prima di tutto mi interessava sapere quale feedback aveva ricevuto il vostro ultimo album “Hymns of Blood and Thunder”?
Karl Simon: Bene, i feedback che abbiamo ricevuto da per tutto sono stati davvero tutti positivi. Da molte parti si è detto che questo è il nostro migliore album di sempre. E non posso dire di non essere d’accordo.
H/I: L’album è il primo che producete con la Rise Above, come sono i rapporti tra voi e la label?
Karl Simon: I rapporti tra noi e la Rise Above sono davvero ottimi. Siamo stati accolti e supportati benissimo dall’etichetta, non c’è nulla altro che posso aggiungere oltre a questo. Siamo molto contenti.
H/I: Anche in questo nuovo album la fanno da padrone, tematiche legate al mondo epic/fantasy, pensi che in futuro potrete accantonare questi temi, o pensi che siano uno dei marchi di fabbrica della band?
Karl Simon: Beh, abbiamo fatto anche altri tipi di testi, in “Conqueror”, album del 2008, c’erano anche temi politici, ma sembra che questi non siano stati ben recepiti in Europa. Per il futuro, non abbiamo ancora scelto una linea da seguire, forse le songs resteranno legate alle tematiche epico/fantasy o forse tratteremo qualcosa di più personale o come per il precedente album ci dedicheremo ad analizzare qualche fenomeno politico. Per ora nulla è predefinito.
H/I: Tra pochi giorni darete il via al tour che coprirà sia gli U.S.A. che l’Europa. Secondo te, quali sono le differenze tra il pubblico dell’uno e dell’altro continente?
Karl Simon: Le differenze non sono tantissime, certo qui negli US ci sono molti appassionati ma pochi veri headbangers disposti a venire ai concerti, anche se lentamente le cose stanno migliorando. Naturalmente la mole di pubblico che abbiamo in Europa è molto più grande. Ma a dire il vero, il problema non sono tanto i supporters quanto gli organizzatori, li in Europa sono molto più efficienti a promuovere gli eventi e l’accoglienza è sempre straordinaria. Qui da noi a volte è perfino difficile trovare un alloggio decente quando si è in tour, cosa che nel vecchio continente è scontata.
H/I: Cosa ti spinge a scrivere musica?
Karl Simon: Vorrei dare una bella risposta a questa domanda. Ma non lo so, davvero non so cosa mi spinge a suonare. Diciamo che è una cosa che sento di fare perché ne percepisco il bisogno.

H/I: La tua definizione di Doom Metal?
Karl Simon: Count Raven.
H/I: Quali erano le influenze che ti hanno spinto a fare il musicista e quali sono quelle odierne?
Karl Simon: Le mie influenze sono sempre stati Saint Vitus, Black Sabbath, Judas Priest, Dio, Trouble ... fondamentalmente buono classic metal e doom metal. Potrei andare avanti all'infinito. Ma penso che questi nomi rendano bene l'idea.
H/I: Quali sono gli album di cui non puoi fare a meno nei tuoi ascolti?
Karl Simon: "King of the Dead" dei Cirith Ungol, "The Skull" dei Trouble, "Hallow's Victim" dei Saint Vitus, "Sad Wings of Destiny" dei Priest, "Headless Cross" dei Black Sabbath. Recentemente sto ascoltando molto "Destruction of the Void" dei Count Raven e "Fear No Pain" dei Lord Vicar.
H/I: C'è qualcosa che vorresti aggiungere a questa intervista?
Karl Simon: Spero di vedervi presto on the road!