
Quella del 10 Marzo, presso l’Oddly Shed di Caserta, è stata una serata che se da un lato ha confermato la volontà della Delirio Concerti, di proseguire un certo discorso legato alle sonorità estreme, dall’altro ha evidenziato un certo spirito avulso da parte del pubblico campano. Pubblico che solo in minima parte ha partecipato all’evento e che appare totalmente in balia dei grossi eventi, disertando in tal modo l’evento locale, ovvero, quello che prima di tutti gli altri merita supporto incondizionato.
Tralasciando tutto questo, la serata è stata piacevole, ed oltre a confermare la validità dei seminali Master, ha dato la possibilità ai presenti di apprezzare delle ottime bands. Ma procediamo con ordine.
Giungo al locale un po’ in ritardo e questo non mi fa godere la prestazione dei deathster Symbolyc, ma dalle voci che corrono in giro, i nostri si sono confermati anche in sede live, come un vero e proprio concentrato di violenza, come già ampiamente dimostrato da un album come “Engraved Flesh”.
A seguire, salgono sul palco i Destory The Opposition, band che nonostante la giovane età dei componenti, da cui è formata, dimostra di sapere il fatto suo,e lo fa attraverso una buona mezzo
ra di death/brutal dal buon piglio tecnico, anche se i brani presentati evidenziano ancora qualche contenuto un po’ acerbo.
La prima sorpresa della serata sono i Potential Threat, band di San Francisco, dedita a sonorità Thrash Metal in classico stile Bay Area. I brani presentati dalla band appaiono tutti molto buoni e sono dotati del giusto compromesso tra aggressività e melodia, con un occhio di riguardo alle prime produzioni Metallica. I P.T. riescono in pieno nell’intento di arroventare il pubblico e inanellano una prestazione sopra le righe. Una band da seguire perché ha dimostrato anche in sede live, potenzialità enormi.
Il clima diviene marcio e carico di virulenza, con l’esibizione dei Sacrificial Slaughter, band californiana autrice di una compatta miscela death/grind dal mood sanguinolento. Il sound della band è davvero ottimo e nonostante qualche cliché la prestazione si lascia apprezzare per possanza e forza distruttiva.
È la seconda volta che i Master di Paul Speckmann calano sul territorio campano e come sempre sono un concentrato di attitudine, che non evita picchi di nichilismo. Nell’ora a sua disposizione, la band, presenta un setlist che mette in primo piano i brani dell’ultimo “The Human Machine” e che si dedica al repertorio storico solo in qualche sparuta occasione. Fatto
sta che ne esce una performance compatta che però ha nella varietà il proprio vizio di fondo. Anche perché, qualche classico dal primo omonimo album e da “On the Seventh Day God Created... Master”, viene proposto in chiave quasi hardcore e segue, in tal modo, l’essenza di fondo dell’ultima release della band. Tutto sommato, io personalmente continuo a trovarli incredibilmente intensi in sede live. Quello dei Master è un esercizio di attitudine e quindi esige un’audience forte e pronta a calarsi nello status della band.
Concludendo, una serata ottima, che ha dato la possibilità ai presenti di confrontarsi con una buona dose di estremismo sonoro. Un plauso alla Delirio per aver continuato a credere in alcune proposte. Si spera vivamente che in futuro eventi come questo, possano continuare ad aver luogo, magari con una presenza più corposa da parte dell’audience.