
Dietro al monicker Angst Skvadron si celano alcuni membri della scena Black Metal norvegese più buia e “nascosta”, primo fa tutti T.B ((Urgehal, Beastcraft, In Lingua Mortua, Krypt, ecc..) e con “Sweet Poison” danno alle stampe il secondo studio album.
Quella proposta dalla band è una miscela sonora che va a collocarsi nell’ambito, ormai indefinito, del post-black metal ove non si esclude qualche picco avant-garde. L’album si compone di 10 tracce ove il comun denominatore appare quello dell’insania, un insania concettuale e strumentale che si nutre di dissonanze, foschi rimandi ambient ed una solida base Black di classica matrice nordica. Il tutto viene messo in luce dalla band sotto il vessillo dell’eterogeneità. Una eterogeneità capace di passare da un brano soffocante e virulento come “Aerophobia” alle aliene allucinazioni di “Dolcontine Blues”, senza per questo far trasparire dalla proposta tutta, forzature di sorta.
Lungo tutta la durata del lavoro si respirano umori tossici, malsani, dal piglio sci-fi, e sono proprio queste componenti che fanno di “Sweet Poison” un album estremamente originale, un esercizio sperimentale, ed anche se il disco in qualche frangente tende a smarrirsi, non annoierà l’ascoltatore alla ricerca del giusto connubio tra originalità ed elementi classici. Certo non siamo ai rimandi agli universi voivoidiani e nemmeno alla fosca teatralità d’avanguardia degli Arcturus, ma gli Angst Skvadron hanno le idee ben chiare sulle proprie deformazioni sonore.
Se amate la sperimentazione dal background estremo, questo lavoro non potrà non suscitare il vostro interesse.