
È difficile parlare di un album quando questo tocca direttamente le corde dell’animo. È difficile perché la partecipazione potrebbe essere troppa e la recensione potrebbe non godere del giusto disincanto. Ma si sa quando si parla di un nome come quello degli Antimatter non vi sono termini adeguati per descrivere la caratura di una creatura nata per stupire, d’altronde i fautori del progetto Duncan Patterson (ex bassista degli Anathema) e Mick Moss hanno bisogno di ben poche presentazioni. Quella proposta dal gruppo, fin dalla sua venuta ad essere, era una intesa miscela di suoni freddi ed oscuri che guardavano al Gothic Rock ma si fondevano con una componente al limite dell’ambient che rendeva gli Antimatter una risposta vicina ad una rivisitazione astratta delle poetiche degli Anathema.
Poi l’abbandono di Patterson e la messa in campo di sonorità meno alienate e più emozionali e malinconiche. Riecco oggi la band alle prese con una operazione che tende ad esplorare una buona parte di rarità compositive da essa generate nel corso degli anni. “Alternative Matter”, è questo il titolo della raccolta in esame, consta di 22 brani dove vengono privilegiate versioni acustiche ed alternative (remix).
Si parte con il vortice trip elettronico di “Black Sun” (dall’album tributo ai Dead Can Dance) e si finisce con un mix orchestrale del classico “Epitaph”, passando per le rivisitazioni di “Flowers” e di “The Art Of A Soft Landing”, fino a richiamare il passato dei demo con “Saviour” e “Holocaust”. In una continuità sonora dai tratti profondamente intimi (anche per la preponderanza del materiale acustico, rispetto a quello dal piglio maggiormente elettronico), questo però non toglie merito a brani come “Everything You Know Is Wrong”, capace di trasmettere un vuoto emozionale dai cui è difficile risalire.
Naturalmente la proposta tutta non va mai a svilirsi entro i limiti della semplice raccolta o “best of” che dir si voglia, ma come già ribadito, ci si trova al cospetto di un lavoro che pur non proponendo del materiale completamente inedito, è pieno di cura e di attenzione verso ogni singola rivisitazione. D’altronde la classe degli Antimatter non poteva generare qualcosa di bieco.
Prescindendo dalla valutazione finale, che serve solo come indicazione e che difetta di qualche voto a causa della non presenza di materiale del tutto inedito, non vi resta che fare vostro questo lavoro ed immergervi nelle emozioni che esso è capace di generare. Una cura per l’animo.