
Con ben cinque albums (di cui uno live) alle spalle, i russi Arkona sono una realtà consolidata nel panorama Folk/Pagan.
Questa nuova fatica in studio si rivela particolarmente ambiziosa per la band moscovita, compare, infatti, all’interno del lavoro una lunga serie di ospiti, intenti a plasmare attraverso il proprio operato (cori, strumenti classici e tradizionali) una serie di atmosfere maestose e bucoliche sulle quali la band intesse quelli che sono veri e propri inni a divinità pagane e antiche gesta eroiche.
L’album è composto da quattordici brani (per la durata complessiva di un’ora) pregni di rimandi epici, che si tingono di mood differenti, si va dalle atmosfere marziali della titletrack alle trascinanti ritmiche fatte di polka e troika di “Yarilo”, senza per questo perdere mai i riferimenti heavy di base, che si esplicano in particolare attraverso le vocals della brava Masha "Scream" Arhipova, capace di passare da secche growl vocals, ad argentini vocalizzi, e alla prova strumentale della band, che alterna ai classici mid-tempos, sfuriate dal profilo black. Degno di nota, e assolutamente non di secondo piano, il cantato in lingua madre che aggiunge un flavour tutto particolare ad ogni composizione e dona quel sostrato di credibilità alla proposta tutta.
Da quanto detto, gli ingredienti per un buon album ci sono tutti, e di fatti “Goi, Rode, Goi!”, si rivela un buon prodotto, non un album epocale, ma quanto meno in linea con le produzioni passate della band. Gli unici punti negativi che si posso notare, sono l’eccessiva durata del lavoro e la prolissità di fondo che anima alcuni episodi come “Na Moey Zemle”, che nei suoi quindici minuti risulta davvero troppo pretenziosa.
Un lavoro più che appetibile per tutti gli appassionati del genere.