
Fin da subito ascoltando “ In Heavens….A Mong The Tombs “ (primo pezzo di “O’ Funeralia“) ci si rende conto che il duetto ucraino ci propone il terzo album con una spiccata conoscenza del genere, ed una acclamata esperienza, curando tutto nei minimi particolari. Ma ahimè a volte ciò non basta per portare un lavoro potenzialmente esimio ai livelli che gli competono.
Per capirci meglio, incominciamo dalla copertina di ottima pregevolezza, che possiamo già definire l’intro al tema che stiamo per affrontare, facendo sì che il pathos possa prender vita fin dalla percezione visiva .
Ed infatti come volevasi dimostrare, l’album apre con un lentissimo e straziante riff, che trova la massima espressione quando dopo poco un growl profondissimo si aggiunge per rendere più scura e sofferente l’atmosfera. E questo per più di 10 minuti, spezzando quest’agonia soltanto per breve tempo.
“ Blessing Your Illness “ (la seconda track) alleggerisce leggermente (rispetto alla prima) la parte più abissale di questa triste armonia, associando il cantato gutturale con una voce pulita, sia all’inizio del brano che alla fine, gli Autumnia ci deliziano anche con un bell’ episodio di pianoforte che trova nella chitarra (anche se per pochissimo tempo) l’intreccio perfetto per poter risalire dal buio baratro, e trovare un appannato raggio di sole.
Il viaggio verso I meandri della morte continua con “ Falling a sleep with Entreaty “ , che ci sussurra su un tappeto di pianoforte, lo strazio per l’attesa di questa fine inarrivabile.
Per quanto riguarda il seguito, le due tracks restanti, ci ripropongono sempre lo stesso scenario rimanendo invariate nei tempi e nelle armonie, con un violino ed un pianoforte che esasperano pienamente tutta la scena, dando ad essa l’obbiettivo prefissatosi.
Sostanzialmente quest’album si diversifica molto dal precedente “ By The Candles Obsequial “ proiettando “ O ‘ Funeralia ” verso filoni più funeral , e lascia inalterata soltanto la cospicua durata di ogni brano ed il numero delle tracks mai superiore o inferiore alle cinque .
Senza dubbio alcuno ci troviamo al cospetto di un album che riesce nell’intento di struggere l’animo fin dall’inizio, ma ci si rende conto che nonostante le bellissime armonie ed una sofferenza espressa al massimo delle capacità compositive, purtroppo il duetto ucraino non ci propone assolutamente nulla di nuovo; nonostante un paio di idee originali, e a dispetto di ciò che si possa pensare , “ O’ Funeralia “ rimane comunque da non sottovalutare per chi non ha paura di affrontare più di cinquanta minuti di puro e straziante Doom.
Un consiglio per tutti coloro che si accingono ad ascoltare l’ultima fatica degli Autumnia : fatelo in una giornata di Agosto calda e soleggiata, perché l’inverso potrebbe risultare fatale anche per il doomster più accanito.