
“….benvenuti nella cripta dell’orrore miei cari, la storia ripugnante che oggi andremo a sventrare si intitola Nullo (The Pleasure of Self-mutilation) e ce la raccontano i gore masters spagnoli Avulsed”.
Ecco cosa verrebbe fuori se parafrasassimo il celebre zio Tibia e i suoi racconti della cripta, si perché questo nuovo lavoro della band è dotato di quella forza marcia e sporca che un genere come il gore death deve tassativamente avere. Vi troverete sommersi da continue serie di riffs che si spostano tra accelerazioni repentine ed asfittiche riflessioni al limite del Doom-death, sotto questi una sezione ritmica volutamente secca ed essenziale che asseconda senza fatica alcuna, ogni singolo umore pungente che le chitarre e le vocals, grasse e viscide come larve, di Dave Rotten intessono di volta in volta.
L’album ci presenta undici pezzi dotati di quella forza ripugnante di cui gli Avulsed sono maestri, quella forza repulsiva che su stilemi death metal di stampo classico edifica quel fascino morboso che è vero e proprio fattore catalizzante di ogni b-movie che si rispetti. Si perché proprio come nei b-movies qui non è importante il piglio tecnico, ma quella componente legata ad una attitudine che mette al primo posto gli eccessi. Eccessi che vanno dalla cover ai testi passando per un corpus sonoro che smembra di volta in volta: thrash, death, doom e parentesi brutal. Date queste componenti è facile intuire che l’album è ricco di gemme che trasudano sangue e pus, queste rispondono al nome di : “Nazino (Cannibal Hell)”, “Penectomia” e la folle “Infernal Haemorrhoids (pt.2)”.
Cosa altro aggiungere, gli Avulsed, non cambiano i modi con cui si son fatti strada a suon di amputazioni e cannibalismi, e proprio per questo risultano sempre irresistibili. Un lavoro che, come un b-movie, è sempre in bilico tra follia e genialità. Crogiolatevi senza remore in questo nuovo capitolo fatto di nefando death metal.