
Che si tratti di uno dei musicisti più prolifici di sempre, questo fuori dubbio, che spesso tale vena prolifica che ha generato, a partire dal 2007, ben nove studio album (ben quattro nel corso del 2010) ed una lunghissima serie di EP e Split album, abbia adombrato la vena compositiva appare quanto mai chiaro da questo “Hybrid Parasite Evangelistica”. Sto parlando di Matron Thorn, al secolo Reuben Jordan e del suo progetto Benighted in Sodom.
Bisogna subito chiarire che il lavoro in questione è un qualcosa che va oltre il semplice essere un album destinato all’ascolto dei più, in realtà “Hybrid Parasite Evangelistica” rappresenta una vera e propria immersione all’interno di una personalità musicale malata che si esplica attraverso un Black Metal dal piglio atmosferico, spesso al limite di suoni Ambient, in un crogiolo di amorfe urla inumane, riffs slegati da qualsiasi metrica compositiva e dolorose parti acustiche. L’album nella sua particolarità appare ben fatto e figlio di un tormento interiore che non trova momenti di stasi, ed in questo la suadente strumentale “Nightshade & Arsenic” è esemplare.
Per quanto riguarda i punti che potremmo definire, a sfavore della valutazione globale, va di certo annoverata una certa prolissità dei contenuti che si somma ad una intransigente volontà minimalista, per dirla tutta, si ha l’impressione che l’album sia di facile composizione e che la riduzione all’essenziale da sempre operata dal progetto Benighted in Sodom stia portando ad immettere sul mercato qualsivoglia registrazione operata dal musicista americano. Questo non toglie merito ad alcuni brani come “Solarium” o come la scarnificazione di stilemi Black di “Liquid Flowing from a Slashed Wrist”, ma lascia abbastanza perplessi sulla validità di una proposta ostica, destinata unicamente ai cultori del genere ed a coloro che hanno il coraggio di lasciarsi trasportare in un inferno interiore. Un lavoro che associa picchi di genialità, così come momenti che sfiorano il dilettantismo.
Concludendo, l’ultima analisi ad un lavoro come questo, spetta unicamente all’ascoltatore.