
Evocativo, sinistro, spirituale, arcano; sono queste alcune delle qualificazioni che posso adattarsi, in maniera alquanto approssimativa, a questo album dei Blood of the Black Owl dal titolo eloquente “A Banishing Ritual”. Un lavoro che è un oscuro viaggio entro un mondo fatto di entità che non hanno nulla a che fare con i tracciati del sensibile, un lavoro dal piglio d’avanguardia che incorpora: riffs foschi, vocals che sono vere e proprie invocazioni, sussurri di strumenti acustici, cori spettrali ed un feeling di fondo che sa di ritualità pagane e di misantropia. È davvero difficile rendere l’idea dell’album in questione, ma ciò che più può dare lumi al lettore riguardo alla proposta della band di Seattle, è il figurarsi di un viaggio entro una natura poco confortevole ove prendono forma visioni e rivelazioni.
Un'unica traccia, divisa in quattro movimenti, dove riaffiora l’antico desiderio dell’uomo di farsi portatore di sapienze arcane e trascendenti. Un lavoro per pochissimi, in particolare per chi apprezza la sperimentazione e non ha paura degli stati alterati di coscienza. Doloroso è il viaggio che attende l’incauto viandante.
‘Intent (Movement I)’
‘The Statement of Will (Movement II)’
‘Chant of the Captured Spirit (Movement III)’
‘The Final Banishing (Movement IV)’