
Punk Rock ed umori bukowskiani, è questo il segno sotto il quale nasce ed impera questo ottimo sette pollici dei Capricorn, piccola all-star band che vede nelle sue fila: Phil Caivano (Monster Magnet), Todd Youth (Murphys Law, Danzig, Ace Frehley, Glen Campbell, Chelsea Smiles) e Karl Rosqvist (Danzig, Chelsea Smiles, Michael Monroe). A questo punto chi conosce i nomi in ballo può smettere di leggere e cercare di far proprio l’appeal sonoro della band. Per gli altri, vi basterà sapere che nei nove minuti di cui si compone questo lavoro viene ripercorsa tutta la trattazione dell’Heavy Rock più grezzo e sfrontato, dagli Stooges ai Motorhead, senza per questo dimenticare l’esercizio di attitudine Punk, ed in particolare quelle sensazioni viscerali, così distanti da ciò che appartiene all’industria musicale in senso stretto.
I tre brani presenti, sono stilisticamente essenziali ed asciutti ed eludono qualsiasi orpello sia distante dallo svilupparsi entro sensazioni elettriche, su tali strutture prende forma il cantato di Caivano, aspro, roco e maledettamente diretto, capace di raccontare storie di disillusione (non a caso il lavoro è intitolato “American Dream”). E se la titletrack è un vero e proprio manifesto di appartenenza a quel genere sonoro che era profondamente ostile ad ogni tipo di formalità, la seguente “Nothin For Nothin” è un mid tempo intriso di umori etilici ma profondamente poetico che mi ha ricorda non poco il decadentismo da strada dei Dogs D’amour. A chiudere il lavoro arriva “Boy From Nowhere” (bonus unicamente in versione digitale), dove sono le ritmiche punk/rock a prendere il sopravvento ed a regalare un brano immediato e dotato di un chorus anthemico.
In definitiva “American Dream” è un lavoro imperdibile, perché in ogni nota vi è un senso di vissuto, un “qui ed ora” che ne rende unici i contenuti.