
Formatisi nel 2004 e con un demo, uno split ed uno studio album all’attivo, i funeral doomsters del Minnesota, i Celestiial si ripropongono con questo nuovo lavoro dai tratti lisergici e sofferti dal titolo “Where Life Springs Eternal”. L’album in questione si presenta come un prodotto molto particolare dalla estrema difficoltà d’ascolto, vuoi perché agli stilemi classici dai tratti Funeral Doom si associano sprazzi dal piglio industrial, che rendono la proposta ancor più fredda ed estrema, vuoi per l’articolazione dello stesso album: cinque tracce che in realtà si dividono in due vere e proprie songs (rispettivamente una di 30 e l’altra di 16 minuti) e tre intermezzi strumentali.
Nonostante la difficoltà di fondo che permea il tutto, quella dei Celestiial, resta una proposta interessante, una proposta che si esplica attraverso un vero e proprio panteismo sonoro (per tutta la durata del lavoro è presente un’incessante effetto sonoro che imita il fluir d’acqua) ove le tracce sono tributi manifesti e contemplativi ad una natura immanente. Detto questo, bisogna tener conto che ci si trova al cospetto di un “prodotto” e che quindi il lato legato all’ascoltatore è poco curato, ed è proprio questo il vizio maggiore dell’album, ovvero il suo essere unicamente votato a sé stesso, e per questo poco fruibile. Quindi, se siete alla ricerca di un lavoro che tenda a smarrire l’ascoltatore più che a ritrovarlo, potreste tenere in seria considerazione “Where Life Springs Eternal”.