
“Guardare solo ed unicamente ad una fonte è plagio, guardare a più fonti è ricerca scientifica”. Questo piccolo assunto accademico potrebbe essere trasposto musicalmente ad “Excess”, terzo studio album della Alternative Rock band polacca Coma. Si perché il lavoro in questione è un piccolo sunto di quanto dagli anni 90 si è susseguito in ambito Alternative Rock/Metal. Si va dai rimandi colti e ragionati della Seattle dei Pearl Jam, agli ibridi contemporanei di Soil ed Alter Bridge senza per questo tralasciare, in alcuni punti, la ruvidità dei Korn.
In questo che potrebbe sembrare una accozzaglia di stilemi e strutture i Coma riescono a mettere ordine con una perizia non comune, una perizia compositiva affascinante capace di ammaliare il più consumato degli ascoltatori. I mezzi con cui la band riesce a fare ciò sono semplicemente reconditi nelle accorta e spesso studiata, modalità di associare: riffing ruvido, arpeggi notturni e sofferti, ritmiche secche ed essenziali ed una metodicità nelle armonie vocali che è il vero surplus del lavoro tutto. In merito a quanto detto bisogna dare risalto la prova del semi-sconosciuto singer Piotr Rogucki, più che ispirato nell’evocare il più intimo Eddie Vedder.
L’album si sviluppa attraverso dodici tracce composte in maniera ottima e a nulla conta che il mood di fondo spesso cambi in maniera repentina tra un traccia e l’altra, come avviene tra il rock immediato ed adrenalinico di “Transfusion” e la suadente ballata “T.B.T.R.”; in questo senso è spiazzante anche l’accoppiata “Eckhart “- “F.T.P.” (acronimo di Fuck The Police), la prima colma di pathos emozionale e risentito, mentre la seconda è un brano dal piglio al limite dell’ Hardcore.
Vi è poco altro da aggiungere ad una band che alla sua prima release al di fuori dei confini nazionali dimostra di avere tutte le carte in regola per aggredire e far proprio il mercato discografico. Certo bisognerà vedere se in futuro la proposta, che come detto, sembra un po’ studiata e votata a far propria una schiera di pubblico ampia, resterà convincente come ora. Un album che ha la volontà e il potenziale d’alta classifica. Assolutamente consigliato, perché anche una personalità non proprio spiccata può saper comporre un disco d’alto rango.