
I Conspiracy nascono ufficialmente nel 1988 in Ucraina, per volontà di Alex "Carpathian Wolf", nella stessa Ucraina pubblicano un demo. Dopo qualche anno lo stesso leader (ed unico membro, Conspiracy ora è infatti una one-man band), si trasferisce in Olanda, e dopo anni di oblio musicale, trova un contratto con Pulverised Records, per la stessa etichetta pubblica l’album Reincarnated (2006), ed a tre anni di distanza, da quel primo lavoro, il progetto Conspiracy, si ripresenta sulle scene con questo nuovo Concordat.
Concordat, ci presenta un artista, dal piglio eclettico, che fa proprie influenze, heavy metal, thrash, death e speed; plasmado, tali influenze, su una base black metal old style, che ha i suoi punti di riferimento maggiori in Bathory. Vi troverete a passare, dalle furenti Mentally Ill God e Conquerdate, figlie dirette del più classico black metal, al thrash di, Die In Style, alle aperture melodiche ed epiche, dal taglio folk di un brano come Faith. Un disco, che fa del proprio continuo mutare, il suo punto di forza maggiore, e che riesce senza alcun problema a coniugare: blast-beat, arrembanti cavalcate (in pieno Maiden style), melodie epiche, ed una immediatezza invidiabile. Sopra le righe i solos (davvero riuscitissimi), i riffs ed i chours, che nella propria minimalistica semplicità, risultano irresistibili.
Un album, che è una piccola retrospettiva storica (anche per una produzione, in pieno stile 80’s), e che come tale, porta con sé tutto il fascino di un movimento, votato, ora, alle super produzioni, ma che per questo perde in spontaneità. Un lavoro, sincero, senza orpelli di sorta, che ha in sé, lo spirito più puro, del metal. Genuino come un demo e forte di esperienza.