
Bisogna dire sin da subito, che White Hell è un album ottimo, dotato di un songwriting dinamico che ha nel groove (ecco il senso della "impostazione moderna") il proprio punto di forza maggiore. L'apertura affidata all'ottima 21st Century Paranoia, che si regge su un riff secco ed aggressivo, figlio del death metal di matrice svedese, mette subito in chiaro gli intenti sonori dei Criminal. Intenti che si manterranno costanti lungo tutta la durata dell'album, sotto forma di veri e propri assalti frontali, che rispondono al nome di: Crime and Punishment, Incubus, Black Light.
Rispetto a quanto dichiarato sopra, si potrebbe pensare che ci si trova al cospetto di un capolavoro, ed invece White Hell , pur essendo un album che in più punti riesce a sorprendere, per violenza, dinamicità ed aggressività, pecca in personalità. In alcuni frangenti, infatti, si ha la sensazione che la band si adagi sulle architetture sonore già sperimentate dai vari At The Gates, Sepultura, Machine Head, senza riuscire però mai a toccare i picchi delle bands citate.
Concludendo, non si può parlare di un album non riuscito, ma nemmeno di un qualcosa di epocale. White Hell è però un tassello fondamentale nella discografia dei Criminal, è un disco che mette in luce le ottime potenzialità di una band, che se saprà trovare e mettere in primo piano la componente personale sarà davvero capace di dare alle stampe il proprio capolavoro.
Il mio consiglio, resta comunque di dare fiducia ai Criminal e di fare vostro White Hell, in particolare se l'ibrido thrash/death è il vostro pane quotidiano.