
Cosa è oggi il Power Metal? I più avanti con gli anni, ricorderanno di come il genere in questione, trovò terreno fertile negli USA, distinguendosi dalla ruvidità del Thrash Metal per il suo concentrarsi in maniera particolare sulla melodia. E ricorderanno anche il venire ad essere di quella scuola europea che dall’avvento dei tedeschi Helloween prese forma, donandosi all’ascoltatore in maniera ancor più melodica ed introducendo nel genere l’uso delle tastiere, strumento spesso protagonista quanto la chitarra, un caso esemplare di ciò fu rappresentato dagli Stratovarius.
Negli anni 90 (nella seconda metà) il genere crebbe a dismisura e portò sul mercato un numero impressionante di band-clone che non fecero altro che impoverire l’originalità della proposta tutta. Per tutta risposta anche gli ascoltatori, che in un primo momento supportarono il fenomeno come non mai, iniziarono ad allontanarsi facendo si che la scena tutta assumesse i contorni di auto parodia. Oggi nel 2010, dopo un periodo di reset sono poche le band pronte a rifarsi a quel sound melodico, veloce ed accattivante, tra le poche (naturalmente mi riferisco a quelle valide) vanno annoverati i greci Crystal Tears che con questo secondo album intitolato “Generation X”, oltre a fare un notevole passo avanti verso una maturità stilistica che ingloba elementi di derivazione AOR, ha composto un lavoro incredibilmente intenso, un lavoro capace di guardare alla classe dei Royal Hunt ed all’espressività emozionale dei Crimson Glory.
Dieci brani molto buoni che spesso sfiorano la soglia dell’eccellenza, grazie alla performance attenta e tecnicamente stupefacente di Ian Parry, i più lo ricorderanno con gli Elegy con André Andersen e come ospite nel progetto Ayreon. Bene il singer è riuscito in questa occasione a dare il meglio di sé anche in sentieri lontani dal Progressive Metal, e se in un brano come “Inner Spirit” vengono alla mente le migliori prestazioni di Vescera e di Mark Boals, sono gli acuti di “Rock Until We Fall” a rievocare il mai troppo compianto Midnight dei Crimson Glory. Prescindendo dai meriti del vocalist, anche il resto della band non delude minimamente confezionando: riffs compatti, ritmiche precise e solos ben equilibrati.
Un lavoro che nonostante necessiti ancora di qualche piccola revisione, riesce ad imporsi perché ben ponderato nel combinare velocità, possanza e melodia senza eccessivi sforzi. Se amate il Power Metal di indole melodica non posso che consigliarvi questo disco, anche solo per ascoltare l’ottima prova di Parry. Una band vertiginosamente in crescita che in futuro potrebbe svettare nel nuovo panorama del genere.