
- 2009
- Dead Sun
- Valutazione: 6.5/10
Uscito originariamente nel 2007 Damned Woman and a Carcass, rappresenta il debutto discografico dei Dark End, band emiliana profondamente innamorata del black metal sinfonico ed in primis di bands come Cradle of Filth e Dimmu Borgir. Tale passione, per le succitate bands, non sfocia mai nella bieca scopiazzatura di stilemi e strutture sonore, ma solo in un positivo e costante riferimento. I Dark End dimostrano di essere in possesso di una buona personalità, che si esplica attraverso dodici brani di buona fattura che miscelano sapientemente sferzate black ed elementi gotico-sinfonici dal taglio neoclassico.
Una particolare attenzione la band la dimostra per ciò che concerne i testi, essi, infatti, eludono i classici temi (fin troppo inflazionati) che nel black metal tendono a farla da padrone, preferendo a questi la poetica decadente di Charles Baudelaire. Tale scelta rafforza ancora di più la personalità della band e si sposa in maniera perfetta con un corpus sonoro fatto di numerosi momenti oscuri e romantici. Peccato per una registrazione non perfetta e per alcune soluzioni fin troppo prolisse ed abusate.
Nel complesso, un lavoro valido, che con questa ristampa da parte della Dead Sun si arricchisce di un nuovo art work e di una nuova distribuzione. Un lavoro che fa ben sperare per il futuro, anche nel suo essere una rilettura in chiave romantica e decadente delle produzioni di Dimmu Borgir e Cradle of Filth.
- Asking for Perfidious Poison (intro)
- Vampire
- Sed Non Satiata
- Destruction
- Damned Women
- De Profundis Clamavi
- A Carcass
- Obsession
- Terrible Pleasures and Frightful Sweetness (interlude)
- The Two Good Sisters
- The Dancing Serpent
- Love Will Tears Us Apart (Joy Division Cover)
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