
Quarto studio album per i Thrashers australiani Dark Order, alle prese in questa occasione con un lavoro che in realtà è un concept sulle storia del dittatore Pinochet, cosa che mi ha lasciato abbastanza perplesso, non tanto per la materia, quanto perché non comprendevo cosa potessero voler rivendicare degli australiani rispetto al dittatore sud americano. Ma osservando i credits del disco e di conseguenza i nomi dei membri della band ecco che scopro che essi sono di origine latina e quindi con tutta probabilità cilena.
Prescindendo dal concept, che a suo modo, elude i classici temi, musicalmente la band ha davvero poca personalità e ricorda fin troppo da vicino Slayer, Destruction e Sodom. Qualche buona idea risiede in brani come “A Lament for Victor Jara”, cantata in spagnolo e dedicata al cantautore Víctor Lidio Jara Martínez che con le sue canzoni si oppose al regime e fu assassinato. La traccia in questione è davvero sentita, e nella sua forma acustica si lascia davvero apprezzare. Sulle stesse coordinate è “Tears of the Exiled”, brano dove i Dark Order tendono a rallentare gli impeti Thrash Metal e donano un marziale e compatto mid tempo.
Per la restante durata del lavoro, si assiste ad un rincorrere stilemi fin troppo sperimentati e per questo che non eludono qualche sensazione tediosa. Nonostante tutto la prova strumentale della band si lascia apprezzare per le dinamiche muscolari e per l’impeto feroce con cui vengono presentati i brani che narrano i momenti più bui del regime.
Un lavoro senza infamia e senza lode, formalmente sufficiente, ma con una personalità ancora da mettere in atto in maniera completa. Unicamente per i Die Hard Thrashers