
Ed ecco quella che è una vera e propria sorpresa sonora di questa prima metà del 2010. Sto parlando di “Crush, Kill and Burn” dei tedeschi Debt of Nature. La proposta sonora di questi terroristi è perfettamente riassunta dal titolo del disco, che esplica perfettamente il mood di fondo del lavoro tutto, un lavoro assolutamente devastante che fa propria tutta una multi direzionalità estrema tanto da contemplare: Death Metal, Thrash, Grind, Crust ed ogni deformazione possibile in campo estremo.
E dire che al momento di iniziare l’ascolto dell’album sono rimasto piuttosto perplesso (conoscendo la band) di udire le delicatissime e sognanti note di piano dell’intro, ma allo sfumar di queste si è palesato il primo diretto allo stomaco, quella “Masturbator Generator” che è summa di flagellazione ed estremo rimando a movimenti grind alternati ad un chorus dalla esplosiva carica groove. Una delle particolarità della band è una attitudine totalmente disincantata e votata unicamente ad annichilire l’ascoltatore, non vi sono pretese riflessive, criticismo o quel prendersi troppo sul serio che spesso rende le proposte poco credibili.
I Debt of Nature sono votati pienamente al verbo estremo e come tali posso permettersi di dare sfoggio ad un crogiolo di influenze, così come accade nella funambolica “Insalata Tarantula” sei minuti da puro incubo per ogni detrattore delle sonorità in esame, sei minuti in cui i repentini ribaltamenti di ottica strumentale si fanno fautori di ritmiche soffocanti che ricordano gli Autopsy e che un momento dopo sono alla ricerca di una essenza minimalista dal piglio grindcore/crust, fino a sfociare in velocissime dialettiche dal buon piglio tecnico che ricordano i Necrophagist.
Un lavoro personale, curatissimo, efficace. Grezzo come un pezzo di carne marcescente e trascinante come il più caotico dei mosh. E se a fine ascolto dai vostri padiglioni auricolari farà capolino qualche zampillo di sangue, non sorprendetevi.