
Terzo studio album per i Demiurg di Rogga Johansson e Dan Swanö, band che rappresenta un vero e proprio punto di contatto con quegli Edge of Sanity della perla “Crimson”. Certo bisogna subito mettere in chiaro che il paragone è solo di tipo indicativo, anche perché i Demiurg pur essendo una buona band, che non elude qualche picco di eccellenza, sono qualitativamente molto distanti da quanto fatto dalla ex band di Swanö, in particolare per ciò che concerne il songwriting. Un songwriting spesso forzato nel proprio voler dare ad ogni costo stilistiche d’avanguardia e per questo spesso privo del giusto mordente.
“Slakthus Gamleby”, non cambia radicalmente le carte in tavola, rispetto alle precedenti releases della band e si fa strada entro un Death Metal che su stilemi classici incorpora tastiere dal piglio progressive, passaggi melodici e spettrali vocals pulite. Così se un brano come “Life Is A Coma” si lascia apprezzare per il mood virulento ed i passaggi melodici ragionati, “Travellers Of The Vortex” è un tributo alla decadenza e si sviluppa entro lidi che rimandano agli Hypocrisy più oscuri. Degna di nota la prova della band tutta, fatta eccezione per le vocals di Marjan Welman, non perché male eseguite ma del tutto casuali nel proprio venire ad essere.
Un lavoro appena sopra la sufficienza che però non ha la forza di imporsi e di reggere il paragone con gli Edge of Sanity ai quali i Demiurg si ispirano costantemente. Occasione mancata per la band, che resta ancora in un limbo fatto di referenze.