
I tedeschi Depression nascono 1989 e da allora hanno dato alle stampe una lunghissima serie di split-album a cui fa da contralto una piccola lista di Full-length, tre sole relase in questo ambito, se si include questo nuovo “Dekade(nz)”.
Quella proposta dalla band è una cupa miscela di Death e Grindcore che si divide tra picchi di minimalismo nichilista e bui rallentamenti in pieno Death Metal old style. In virtù di ciò si passa da brani come: “To All Whom It May Concern”, “The Sharpener” o come la schizoide “Grave Robbers Robbed My Grave”, vere e proprie dichiarazioni essenziali e disturbate di una visione del mondo guidata da stati depressivi. A brani dalle strutture più ricercate, ove viene in primo piano un certo gusto per il groove di ultima generazione (sempre rivisto attraverso la vena cinica del grind), come “Honesty”, “In Death I Am Free”, “In Love (Grave)” o come “Depressionen Part 3”, brano dal mood catatonico che è vero e proprio stato di coscienza.
Certo il Grindcore dei Depression è ben distante dalle prime dichiarazioni illuminanti dei Napalm Death e dalle trattazioni di lucida follia di Nasum e Brutal Truth, nonostante ciò l’album è davvero ben suonato ed elude il rimando a sensazioni di tedio, in particolare nei brani dal piglio grindcore propriamente detto. Un lavoro di “mestiere” con momenti di tutto interesse.