
Dopo una serie di EP e split-album giungono all’agognato full-length, gli australiani Destruktor, e lo fanno nel modo a loro più consono, ovvero, proponendo dieci tracce di primordiale death/black, pregno di richiami al thrash, ma anche capace di proporre momenti rallentati in Doom style. Per quanto scarne ed essenziali, le strutture delle canzoni si presentano abbastanza lineari nella propria composita essenza, riuscendo a donare all'ascoltatore il giusto feeling malevolo. Di ottima fattura: l’opener Embrace The Fire, aperta da decadenti arpeggi elettrici dalle sfumature sulfuree, che lente cedono il posto, a quello che è un vero e proprio assalto sonoro, fatto di blast-beat e growl vocals blasfeme.
Tutto il disco si mantiene, su buoni standard, riuscendo a creare un “wall of sound” di pregevolissima fattura, grazie ad una produzione, che nella sua semplicità, dona al sound tutto quell’alone di “vissuto” che rende Nailed, un ottimo tassello nella discografia della band. Un lavoro non essenziale, ma che riesce a sprigionare violenza e passione. Consigliato a coloro che cercano un disco, fatto di crude strutture black/death.