
Nati come cover band di Misfits e Samhain, i Devil's Whorehouse, capitanati da Morgan Steinmeyer Håkansson (Marduk), hanno saputo ritagliarsi, un proprio spazio sonoro (sempre evidentissimi i riferimenti alle bands di Glenn Danzig), di tutto rispetto. Questo nuovo Blood & Ashes, non aggiunge nulla ad un sound (horror rock, death rock), che continua a pagare il suo tributo alle bands di riferimento. Ma questo, "pagare" tale tributo, lentamente riesce a non far rimpiangere le band di Danzig, proponendosi come vera e propria alternativa, alle proposte originarie.
Nei dodici brani presenti, vi sono tutte le caratteristiche dell'universo horror/death rock, ovvero: riffs semplici ed immediati, pregni di venature dark, sezione ritmica minimalista, vocals potenti e melodiche "alla Elvis". Anche dal punto di vista lirico e concettuale, ritroviamo quei temi cari all'horror a stelle e strisce, che vanno dagli EC Comics a Tim Burton, che si adagiano a strutture sonore intriganti, viziose ed "halloweeniane". Su tutte, la bellissima Shadows Never Change e la tetra ballata Smell Of The Ancient One, presente anche un piccolo tributo al capolavoro Walk Among Us, ovvero: Face The Master, che con il proprio incedere punk, riporta davvero ai fasti dei Misfits.
Un album ottimo, che giunge in un momento, ove i vari Misfits e Danzig, sembrano gravitare in un limbo di stasi creativa. Innamoratevi dei Devil's Whorehouse, scoprirete una band, che pur nel suo continuo omaggiare, riesce davvero a proporre sonorità efficaci e morbosamente fascinose. Il momento in cui l'allievo supera il maestro sta per giungere, e Blood & Ashes è qui a testimoniarlo.
"venite malvagi, entrate nella cripta del terrore, eccoci ancora insieme per la nostra sessione di brividi"..... come recitava ogni intro degli indimenticabili classici dell'horror, targati E.C.