
Ottavo album per i Disbelief, band che dal lontano 97, propone sempre ottimi lavori, ai quali però manca sempre quella idea vincente, che potrebbe far fare alla band uno scarto capace di imporre il nome Disbelief, al pari dei maestri del genere.
Anche questo nuovo Protected Hell , non sfugge a tale logica, e ha il proprio vizio di fondo, nella ripetitività di alcune strutture, che con l'andare degli ascolti, apportano un'alone di tedio. Questo non toglie nulla al valore assoluto delle singole composizioni, che riescono sempre a risultare ben congeniate nel loro alternare a stilemi thrash/death (dal taglio moderno,che guarda alle ultime produzioni In Flames), un mood oscuro e malinconico, come dimostrano l'ottima A Place To Hide o la rasoiata che risponde al nome di Hell Goes On, brano dotato di un groove e di una aggressività unici, che promette di creare bolge da girone dantesco, in sede live.
Concludendo, si può parlare di un album riuscito in pieno, che come detto in precedenza, ha un unico punto debole, ovvero quello della ripetitività di alcune soluzioni, ma è solo un piccolo smacco, sul quale si può chiudere un occhio, in particolare se si vanno a tirare le somme rispetto ad altri fattori, come la personalità spiccata che la band esprime o la produzione, praticamente perfetta (che riesce ad essere moderna senza risultare artificiosa). Consigliato a tutti coloro che sono alla ricerca, di un album di melodic-death rabbioso ed oscuro.