
Sono probabilmente una delle band che ha maggiormente rinnovato il classico repertorio legato ai generi metallici. Hanno portato l’impronta southern nel metal come pochi altri e ci hanno regalato tre album che sono tre perle sonore. I Down di Phil Anselmo, Pepper Keenan, Kirk Windstein, Rex Brown e di Jimmy Bower sono la vera e propria quint’essenza di quella scena oscura e vissuta di New Orleans che aveva già partorito il rassegnato Sludge dei Crowbar.
Registrato a Londra nel 2006 “Diary of a Mad Band” è un lavoro capace di riassumere al meglio il manifestarsi della band in sede live. La dimensione dal vivo accentua in modo particolare le componenti 'core della miscela sonora della band e diviene quasi allucinata quando si fanno strada i brani più riflessivi come “Ghosts Along the Mississippi” o “Learn from This Mistake”, queste due tracce poste di seguito, rappresentano in assoluto il momento migliore di questo live album.
Per la restante durata del disco, si assiste ad una prova senza sbavature che ha però sempre in serbo una sorta di fattore sorpresa rappresentato dalle vocals di Anselmo, più asciutte e strozzate rispetto alle versioni in studio, capaci di dare fisicità alla malsana miscela di Blues/Rock/Metal che la band mette in campo di volta in volta. Altri momenti da elogiare sono “Hail The Leaf” e la finale e dilatata versione di “Bury Me in Smoke” richiesta a gran voce dal pubblico presente, che mette il giusto sigillo ad un lavoro curatissimo. Un lavoro che di certo non potrà mancare ad ogni estimatore della band e che come ogni live album pone un piccolo punto d'arrivo. L'attesa per una nuova prova in studio è ufficialmente iniziata, renderla meno aspra con l'ascolto di questo disco non è assolutamente sbagliato.