
Buona prova per il 9° full lenght dei tedeschi Eisregen (letteralmente “pioggia di ghiaccio”) che ci presentano “Schlagensonne”, album tutto sommato apprezzabile nel quale figurano prepotenti i contrasti tra il melodico ed il brutale, sapientemente usati, talvolta al limite dell’abuso, durante tutto il play-time dell’album (52’36), accenni di elettronica e tratti scanditi da una più primordiale violenza sonora, influenzata ora dal black-metal, ora dal death metal di vecchio stile. Cambi di tempo, melodie d’influenza goth, ambient e perfino tracce industrial sono la formula che più viene ripetuta nel corso dell’album. “Auf Ewig Ostfront”, “Tod Senkt Sich Herab”, “Das Allerschlimmste” oltre alla title-track “Schlagensonne” sono i brani in cui questo contrasto emerge marcatamente.
Altre tracce, in particolar modo l’apertura “N8verzehr”, giocano sull’espediente del “ferma e riparti” con la forza dei riff interrotta bruscamente per dare maggior risalto al cantato, la cui tecnica principe è lo scream. Pezzi come “Blute Aus”, ad esempio, il più squisitamente aggressivo del disco lasciano chiaramente intravedere le forti influenze ispirate al primo black-metal di inizio ’90. Il tutto, completato da riff granitici, doppia cassa ed un cantato acido ai limiti della cacofonia. Tutto ciò contribuisce a rendere la già citata “Blute Aus” la traccia migliore del disco; uno stile molto simile lo si può sentire anche in “Ernte den Untergang” anche se quest’ultima risulta meno corposa della precedente.
Tracce in un certo qual modo discostanti dal resto dell’album sono la quinta “Zauberelefant” interessante pezzo melodico, il cui inizio è caratterizzato da strumenti a fiato insoliti per il genere, rischia di lasciare il fruitore un minimo perplesso, così come la durata del pezzo (7 minuti) che potranno risultare eccessivi. Diversa è anche “Kai Aus der Kiste”, più solida della precedente ma caratterizzata da un uso eccessivo e lievemente forzato di elettronica, ottima però la prova di cantato in clean che il vocalist Michael Roth ci presenta.
Complessivamente l’album convince e risulterà di sicuro gradevole a chi ama la band ed i generi di questo tipo. Leggermente complicato per il neofita, d’altronde accontentare tutti è impossibile, ma la prova c’è, le idee anche e la tecnica non scarseggia. L’unica pecca sta nel fatto che si sente la mancanza di un vero e proprio assolo: in 52 minuti di album poteva anche starci.