
Quarto album in studio per gli austriaci Elis. La band definisce il proprio genere gothic metal, ma musicalmente parlando di gothic metal qui non vi è traccia alcuna. La direzione sonora intrapresa dalla band con questo nuovo “Catharsis” è assimilabile alla proposta sonora degli Epica, anche se il sound degli Elis è più scarno e meno volto verso la sinfonia.
L’album ci propone undici buone tracce che nonostante la prevedibilità di fondo, riescono ad imporsi grazie ad ottime melodie vocali forgiate di intensa spiritualità e di rimandi epici (come mostra la traccia “Warrior’s Tale”). E sono proprio le melodie vocali disegnate Sandra Schleret ad essere la componente di maggiore interesse dell’album, ma come spesso capita, proprio li dove si trova il meglio, spesso si annida anche il tallone di Achille dell’album stesso. Tale norma non fa eccezione in questa nuova fatica degli austriaci, ed infatti, la band conscia del proprio punto di forza, non fa altro che accompagnare in modo anonimo le performance della brava vocalist.
Il risultato di questo lasciarsi andare volto al mettere in luce unicamente le vocals e le melodie da queste derivate, finisce per sminuire la prova strumentale e lascia cadere nell’anonimato molte delle tracce presenti. Un vero peccato perché l’album in sé non è un prodotto malvagio, ma è infarcito di luoghi comuni (strumentali e concettuali) che non hanno altra sortita che l’oblio.
Una prova di maggiore personalità da parte della band tutta, e non solo della Schleret, avrebbe prodotto risultati sicuramente migliori. Consigliato unicamente a chi ama le produzioni heavy/power dalle melodie vocali forti e dallo spirito femminino.