
Il revival del Thrash Metal di ultima produzione sta sicuramente portando ad una inflazione del mercato discografico e con essa, ad una nuova ondata di bands che sembrano riciclare fin troppo gli stilemi classici del genere. Questo però non impedisce la manifestazione di ottime sorprese, come ad esempio i piemontesi Endovein, band che con questo debut intitolato“Waiting for Disaster”, pur proponendo una miscela dal piglio e dalle dinamiche old-style, non è avara di buoni contenuti.
Ma procediamo con ordine, anche perché quando si parla di Thrash Metal si rischia di confondere il lettore, vista la varietà delle modalità con sui si esprime il genere in esame. Infatti quella degli Endovein è una proposta piena di criticismo e di ironia che mi ha ricordato quella dei vecchi Death Angel, i dieci brani presenti nell’album sono tutti ben congeniati nel proprio alternare: ritmiche arrembanti, vocals al vetriolo ed una sana attitudine votata ad un criticismo leggero ed immediato. In virtù di ciò nascono delle tracce davvero ottime come: “Forrest Gunner”, “Fallout Terror” (figlia di un riff che potrebbe provenire dal capolavoro Bonded By Blood degli Exodus) e come “Sono Stufo!”, brano dai rimandi hardcore.
Degna di citazione anche la divagazione di “Problem of Humanity” dove si manifesta il jingle proveniente dal “Benny Hill Show”, così come i repentini cambi di tempo che imperversano nei brani tutti e che lasciano trasparire una buona preparazione tecnica da parte della band tutta.
Lungi dall’essere un capolavoro, “Waiting for Disaster” ha una forza ironica dirompente e rappresenta al meglio una band disincantata, conscia che il prendersi troppo sul serio, produce unicamente brutture. Un lavoro degno di nota.