
Secondo album di questa band tedesca, il neonato “Caedium” non rappresenta certo un capolavoro imperdibile, nulla per cui valga la pena correre a perdifiato nei negozi di dischi per accaparrarselo.
Gli Enemy Of The Sun ci presentano un “Thrash” (le virgolette non sono a caso) ripetutamente contaminato da metal-core ed altri strani influssi post moderni e d’indubbio impatto commerciale. A farne le spese sono soprattutto le idee, vero che qualche pezzo decisamente apprezzabile si intravede, si guardi ad esempio l’apertura di “I Am One” o di “Ticket”, gli echi orientaleggianti, appena accennati in “Chasing The Dragon” oppure i lontani sentori, simil-epic di “Power of Mankind”, viceversa se si prende il tessuto sonoro dell’album nella sua completezza si rimane un tantino delusi: l’alternanza vocale, growl – clean, è un qualcosa che suona terribilmente già sentito e del tutto simile a cento altri pezzi del panorama thrash-core e di tutta la “nuova ondata” della scena in generale.
Qualcosa di apprezzabile a livello strumentale lo si nota senz’altro, ma risulta purtroppo insufficiente, mascherato dal piglio scontato della gran parte delle idee-guida di questo progetto, tutto viene snaturato e nonostante l’impianto sonoro, non certo leggero, ed un growl sparato a tutto volume perde di forza, eccezion fatta per “Try Out”, la meno contaminata dell’album e “The Golden Horizon” pezzo in cui il cantato clean pare essere azzeccato, molto più di quanto non lo sia in tutto il resto del lavoro.
La band comunque, nata nel 2006, è soltanto al suo secondo album, probabilmente c’è una carenza di maturità artistica, non ho dubbi sul fatto che possa proporre uno stile più maturo e personale nel prossimo futuro.