
Continuano imperterriti lungo la via maestra del Death Metal di qualità, gli svedesi Evocation, che con questo nuovo “Apocalyptic” firmano il terzo full e si confermano tra le realtà di maggior caratura del genere, per ciò che concerne la scena del nordeuropea.
Come già mostrato dai suoi predecessori, i contenuti del lavoro in questione si caratterizzano per l’ampio uso di melodie (che tradiscono l’appartenenza geografica della band) e per una attitudine sinistra che di tanto in tanto strizza l’occhio al mood di matrice Black. I dieci brani presenti all’interno del disco sono tutti ottimi e riportano alla mente quanto di meglio la Svezia ha regalato in ambito Death Metal, in tal proposito il paragone con bands del calibro di At The Gates, Dark Tranquillity ed Unanimated, non appare assolutamente forzato.
Sia che la band si doni sotto il punto di vista più fisico, come accade in “Sweet Obsession”, sia che esplichi il proprio verbo lungo neri mid-tempos carichi di tensione, di cui è ottima rappresentante “Reunion in War”, la tensione dei fondo che amina il lavoro non ha cali di sorta. Degne di nota e vero e proprio scarto vincente le melodie che la coppia di chitarristi Vesa Kenttäkumpu/Marko Palmen intessono di volta in volta, in modo da donare ai brani rivolti epici o tetri rimandi a scenari di morte e desolazione. In merito a ciò anche i solos hanno grande spazio all’interno delle composizioni e portano con loro un bagaglio di influenze che guarda all’Heavy più classico
Concludendo, la band è oggi, l’esempio più fulgido e dotato di maggior equilibrio tra quello che è il Death Metal old style e la componente melodica, quindi se non avete mai apprezzato lo squilibrio a favore di una o dell’altra componente, questo lavoro vi incanterà. Certo l’originalità non è il punto forte degli Evocation, ma come dimostrato attraverso questa nuova release, essi non ne hanno assolutamente bisogno, perché hanno partorito un lavoro di ottimo calibro.